La città incantata. Torna al cinema il capolavoro di Miyazaki

Chihiro è una bambina di dieci anni, capricciosa e testarda, e si sta trasferendo a malincuore insieme ai suoi genitori: non vuole lasciare la sua vecchia casa e i suoi amici. Lungo la strada il padre imbocca per errore un tunnel misterioso. Pensando di aver trovato un parco divertimenti abbandonato si addentra nel complesso per visitarlo, seguito dalla moglie e da una riluttante Chihiro. Nella città fantasma li aspetta un sontuoso banchetto. I due adulti si gettano famelici sul cibo e vengono trasformati in maiali sotto gli occhi della figlia. In realtà sono scivolati in un mondo abitato da antiche divinità, esseri magici e governato da una strega malvagia. Per salvare se stessa e i suoi e sopravvivere in quello strano luogo, Chihiro dovrà rendersi utile e lavorare. E dovrà rinunciare non solo alla sua pigrizia, ma alla sua umanità, ai suoi ricordi e addirittura al suo nome. Troverà però un alleato in un ragazzo, l’enigmatico Haku…

Il 25, 26 e 27 giugno torna nelle sale italiane, distribuita da Lucky Red, La città incantata, il capolavoro del re del cinema d’animazione giapponese Hayao Miyazaki. La pellicola, Orso d’Oro al festival di Berlino nel 2002 e Oscar per il miglior film di animazione nel 2003, è uno dei maggiori successi della storia del cinema giapponese. “La città incantata non è un film né satirico né cinico”, ha spiegato Miyazaki. “Ho deciso di scrivere qualcosa per le bambine, in un mondo in cui, tranne pochi ed eccellenti autori, non c’è nessuno che si preoccupa dei loro problemi e delle loro esigenze. Qualcosa al quale potessero fare riferimento quando immaginano il loro futuro ed i loro rapporti con la società. I bambini si stanno consumando in un mondo che li protegge eccessivamente. Chihiro soffre della stessa sindrome. La rabbia sul suo volto è quella tipica dei bambini che non hanno più tempo per giocare. Ma quando si trova ad affrontare un problema, la combattente che c’è in lei viene in superficie. Non volevo dipingerla come un’eroina perfetta e carina. Il suo fascino doveva scaturire dal suo cuore e dalla profondità della sua anima. Inoltre, volevo esplorare a fondo l’idea della comunicazione. La forza è nel linguaggio, che è portatore di energia. Nel mondo in cui Chihiro si smarrisce, pronunciare una parola costituisce in sé un’azione chiara e precisa. Oggi, la parola e il linguaggio hanno perso valore e vengono dati per scontati. Ne La città incantata prendere il nome di qualcuno equivale a dominarlo completamente”. Il film parla anche dell’importanza delle proprie tradizioni e radici. “I bambini – sostiene Miyazaki – consumano incessantemente prodotti superficiali che li allontanano sempre più dalle loro radici. Credo che chi ha tagliato i ponti con le tradizioni scomparirà. È ciò che voglio comunicare alle ragazzine di dieci anni. Voglio incoraggiarle e dire loro che se seguono la strada di Chihiro possono avere successo e riuscire nella vita”.

Hayao Miyazaki è uno dei pionieri del genere animato. Uno sguardo alla sua filmografia rivela un’incredibile varietà di opere caratterizzate da uniformità di visione e da grande integrità. Produttore, scenografo, regista, scrittore e autore, nella sua lunga carriera, ha affrontato qualunque tema esplorando toni e registri diversi. Dalla satira all’epica, fino all’elegia, passando da allegri ritratti ai quadri di genere, esprimendo con semplicità passioni e sentimenti dell’animo umano, giocando con i colori e con la fantasia. Miyazaki è un autentico artigiano. I suoi film sono paragonabili a edifici monumentali costruiti come le antiche cattedrali con una devozione e un fervore quasi religioso. Il suo lavoro è un tributo al potere di un’immaginazione straordinaria. E proprio la complessità delle opere realizzate, unita all’età avanzata, lo ha portato ad annunciare il suo ritiro dalle attività cinematografiche. La notizia è stata data nel settembre 2013, durante la 70ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, in occasione della presentazione del suo ultimo film Si alza il vento. Non perdete dunque la possibilità di vedere La città incantata al cinema!

Francesca Bani

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