Carta Bianca per combattere l’indifferenza verso l’immigrato

E se ci fossi stata io, ti saresti fermato?” Con questa domanda provocatoria, il 26 giugno prende il via la campagna di sensibilizzazione No all’indifferenza ideata da Laboratorio Bizzarro e promossa da Distribuzione Indipendente, in occasione dell’uscita in sala di Carta Bianca, di Andrés Arce Maldonado. Lina Wertmüller, Alessandro Haber, Umberto Orsini, Iaia Forte, Francesca Faiella hanno accettato di mettere la faccia negli scatti fotografici del progetto per affrontare una realtà sociale al limite dei valori umani, dove l’indifferenza verso l’altro, verso l’immigrato, sopraggiunge in modo così brutale e inaccettabile. Un modo per rompere il silenzio della paura, dell’ impotenza, del distacco nei confronti di chi si conosce poco o per niente, un’occasione per riflettere sui motivi per cui si finisce per volgere lo sguardo altrove e ignorare la sofferenza altrui. La stessa indifferenza con cui il 14 febbraio del 2010, a Ferrara, un giovane immigrato nordafricano, Sahid Belamel, viene lasciato morire di ipotermia sul ciglio della strada nella più totale noncuranza degli automobilisti che gli sfrecciano accanto. Un fatto di cronaca italiana cui si ispira Maldonado per raccontare, attraverso tre storie che si incrociano per le strade di Roma tra prostituzione, sfruttamento e disperazione della sopravvivenza, il lato oscuro dell’immigrazione ai margini di un Paese, l’Italia, in cui si assiste alla perdita di controllo delle coscienze.

Dopo l’esordio con Falene (2011), che vide la collaborazione artistica e il montaggio del Premio Oscar Gabriella Cristiani, Carta Bianca rinvia ad un’esigenza personale del regista di raccontare la realtà dal punto di vista dell’immigrato. Interpretato da Mohamed Zouaoui, Tania Angelosanto, Patrizia Bernardini, Valentina Carnelutti e Djibril Kebe, il film attinge alle originalità sonore di Max Trani ed è stato scritto dallo sceneggiatore – artista romagnolo Andrea Zauli; sebbene alcuni aspetti dei personaggi siano stati solo accennati con dei flashback, attraverso un linguaggio scarno e diretto, il copione sembra far convogliare ogni emergenza psicologica e sociale nei resoconti finali dei protagonisti.

In programma a Roma presso il Cinema Aquila e presso il Filmstudio, al Cinema Beltrade di Milano, al Cinema De’ Fabbri di Trieste, e nel circuito alternativo di sale di cineclub, circoli, associazioni culturali.

Patrizia Miglietta

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