Transformers. Quarto capitolo, nuova direzione?

Dopo la trilogia Transformers era inevitabile trovarsi faccia a faccia con un nuovo episodio della saga dei robot, macchine stupefacenti create da Hasbro. In Transformers 4 – L’era dell’estinzione di Michael Bay siamo all’interno di una camera oscura, pronti ad assistere alle nuove cavalcate esplosive di Optimus Prime. La conclusione del terzo capitolo vede affacciarsi nuovi personaggi. Cade Yeager (Mark Wahlberg) è un agricoltore che vive nell’isolata campagna americana insieme alla figlia. L’uomo è anche inventore fallito che raccoglie pezzi di materiali per poi rivenderli. Recuperato un camion fuori uso in un cinema abbandonato, Cade scoprirà ben presto la vera natura del veicolo. L’ammasso di ferraglia altro non è che un Transformers: Optimus Prime. Nel medesimo tempo il pubblico è informato del passare del tempo: trascorsi cinque anni dall’attacco a Chicago, la CIA e un novello Steve Jobs (Joshua Joyce interpretato da Stanley Tucci) hanno dato il via ad un’operazione volta ad eliminare i Transformers in terra straniera per sottrarsi a nuove catastrofi. La CIA, in combutta con i cacciatori di Transformers, è alla ricerca della loro grande nave spaziale e di tutti i robot scesi sulla Terra per recuperare Optimus Prime.

Transformers 4: non un film ma prodotto/blockbuster di dimensioni mastodontiche, giocattolo multimediale creato per vendere un marchio ricavandone un compenso esplosivo. Per accettare il contratto e posizionarsi dietro alla cinepresa, lo stesso Michael Bay (inizialmente poco convinto della pellicola da dirigere) intascherà un compenso esorbitante. Demolita o acclamata dal pubblico, la trilogia Transformers non ha mai smesso di far parlare di sé. Col manifestarsi di nuovi personaggi e nuove possibilità di design, le cose sembrano cambiare: le migliorie apportate (sulla carta) al quarto capitolo della saga sono palpabili. Niente più proteste. Così Mark Wahlberg, successore di Shia LaBeouf, non si lamenterà mai del ruolo assegnatogli. Nuovo film, nuovo slogan: “Le regole sono cambiate” proclama il manifesto. Sarà vero? I precedenti episodi non brillavano per originalità di sceneggiatura, ma erano comunque divertenti: film comparabili a zero, ma comunque spassosi. Transformers 4 vale zero e null’altro. Michael Bay lavora duramente per produrre la pellicola più patetica della saga. Una messa in scena caotica e dispersiva, nessun ritmo né logica nella disposizione delle scene. Il film rimane un’accozzaglia di esplosioni pirotecniche ad accontentare i soli fan rimasti in sala: ragazzini esaltati per le gesta dei loro supereroi, entusiasti delle esplosioni messe in scena. L’epico finale, quando compaiono i Dinobot, lascia il tempo che trova. Dialoghi e incongruenze fanno della pellicola un prodotto più che scadente destinato ad un pubblico di bocca molto buona.

Chiara Roggino

Lascia un commento