Sin City – Una donna per cui uccidere. Un film da “sfogliare” in sala

Robert Rodriguez e Frank Miller formano un’accoppiata davvero unica nell’universo di quei cinecomic in cui Hollywood, ultimamente, si sta specializzando sempre più. Il primo è un regista d’ispirazione “tarantiniana”, distintosi nel genere action, che molto spesso ha curato non solo la direzione dei suoi lavori ma anche la sceneggiatura, la fotografia e il montaggio, giungendo persino a comporne le stesse musiche; il secondo, dal canto suo, è una colonna portante del fumetto mondiale, avendo concepito capolavori del calibro di Dark Night ‘s Return – che ha poi ispirato l’intero ciclo cinematografico del Batman di Christopher Nolan -, Born Again, dedicato all’eroe Marvel Daredevil o 300, da cui è stato tratto l’omonimo film di Zack Snyder.

Dopo il successo del primo Sin City, i due tornano assieme alla regia in Sin City – Una donna per cui uccidere, sequel che già dal trailer si annuncia adrenalinico. Il titolo tradotto dall’inglese significa letteralmente “città del peccato”, ma è anche la contrazione del vero nome del posto in cui tutta la vicenda è ambientata, ovvero Basin City: una metropoli violenta e decadente in cui si agitano situazioni e personaggi decisamente noir, malavitosi, prostitute, investigatori privati, serial killer. Ed il termine, in questo caso, calza davvero a pennello, in quanto la versione cinematografica della graphic novel ha mantenuto la stessa particolarità che l’ha resa celebre a livello internazionale, ci riferiamo, cioè, alla scelta dell’uso del bianco e nero, lasciando come uniche tracce di colore alcuni minuscoli particolari cromatici (macchie di sangue rosse, elementi gialli ad indicare oggetti aurei…) e con ambientazioni che molto spesso sembrano uscite da pagine di strips grazie all’utilizzo di greenscreen. Oltre a queste peculiarità che lo rendono speciale nel suo genere, il film richiamerà parecchio pubblico anche grazie al cast stellare: Mickey Rourke, Bruce Willis, Josh Brolin, Joseph Gordon-Levitt e le bellissime Rosario Dawson, Eva Green, Jessica Alba e persino Lady Gaga. L’innovazione maggiore di questo nuovo capitolo della saga, rispetto al precedente, è stato l’utilizzo della tecnologia di ripresa a 3D:  grazie ad essa, i disegni di Miller e il suo universo prendono vita in maniera più coinvolgente. Tutt’altro che bidimensionali appaiono invece i personaggi del racconto. Lo stesso autore si è più volte definito un vero e proprio “fuorilegge del fumetto” secondo la sua personale visione infatti: “senza cattivi, senza criminali, non ci sarebbe spazio per gli eroi”.

Michele Pinto

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