Interstellar. È una bufala o un capolavoro?

Sono molte le discussioni riguardo Interstellar,  l’ultimo film di fantascienza di Christopher Nolan, uscito nelle sale il 7 novembre e subito al centro di un accesso dibattito tra opinioni negative e pareri positivi. La storia è ambientata in un futuro prossimo in cui la fede nella tecnologia è stata abbandonata a favore della dedizione all’agricoltura, in modo da sopperire alla carenza di cibo e alle condizioni climatiche sfavorevoli sia per le colture sia per la sopravvivenza degli esseri umani. Il protagonista Cooper (Matthew McConaughey), agricoltore insoddisfatto ed eccentrico, con un passato da ingegnere e pilota, conduce un’esistenza monotona con i due figli, il primogenito Tom e la prediletta Murph, bambina precoce convinta che nella sua stanza si celi un fantasma che tenta di comunicare con lei facendo cadere dei volumi dalla libreria. Decifrando in maniera fortuita con il codice Morse uno dei messaggi del “fantasma”, padre e figlia scoprono delle coordinate che li conducono in un centro segreto della NASA, dove vengono a conoscenza del progetto di cercare nuovi mondi abitabili. Cooper decide di partecipare ad una missione spaziale con la speranza di trovare un pianeta che consenta all’umanità di trasferirsi e sopravvivere, abbandonando la Terra, dove gli uomini non hanno più un futuro. Lo scopo della missione è raggiungere un wormhole, o buco spazio-temporale, collocato nei pressi di Saturno e di origine ignota, che collega il nostro Sistema Solare con un’altra galassia dove si potrebbero trovare dei pianeti abitabili. Dopo una prima parte ambientata sulla Terra, il film si snoda su due piste narrative: da un lato viene rappresentato il viaggio spaziale, il passaggio attraverso il tunnel, gli eventi fantastici e drammatici che avvengono sui pianeti esplorati, mentre dall’altro lato, attraverso lo sguardo di Murph, osserviamo quello che accade nello scenario apocalittico della Terra. Grazie al concatenamento delle sequenze, ai numerosi colpi di scena, alla colonna sonora vibrante e agli interrogativi scientifici ed etici che vengono mossi, lo spettatore è coinvolto a 360° nella storia e percorre con sussulti e sterzate la strada di una trama articolata ed emozionante.

L’uscita nelle sale di Interstellar ha generato valutazioni contrastanti e non sempre positive: le principali critiche che sono state mosse riguardano le fondamenta scientifiche del film, che, nonostante si avvalga della collaborazione del fisico teorico Kip Thorne e sia basato su teorie recenti della fisica quantistica e dell’astrofisica, forza alcuni elementi per esigenze di trama e adotta alcune soluzioni che potrebbero lasciare perplessi gli spettatori più accorti; alcuni esempi possono essere l’improbabile attraversamento del wormhole da parte del protagonista, la struttura poco realistica del sistema solare dell’altra galassia e dei pianeti in esso contenuti. Tuttavia, focalizzarsi troppo sulle imprecisioni scientifiche potrebbe far dimenticare che si tratta di una pellicola di fanta-scienza e che spesso l’intento di questo genere non è quello di fornire resoconti e dare risposte, quanto piuttosto evocare domande e creare suggestioni.
Il film si pone diverse ambiziosi obiettivi: vuole stupire lo spettatore con effetti speciali degni di un kolossal hollywoodiano (in particolare la rappresentazione del wormhole è molto affascinante), vuole costruire una storia complessa e basata su diverse teorie scientifiche e, inoltre, tenta di dare una profondità alla narrazione inserendo riflessioni sulla natura dell’uomo, sulle sue debolezze e sulla sua forza di superare i problemi con il coraggio e la volontà. Molti sono stati i commenti entusiasti: sebbene sia innegabile la notevole durata (quasi tre ore), il lavoro di Nolan mantiene lo stato di attenzione sempre alto incantando con scene sensazionali e a volte poetiche dello spazio, eccitando con sequenze adrenaliniche e invitando a riflettere sull’importanza dei legami sentimentali. Il messaggio che si delinea nitidamente tra le pieghe di un racconto mosso da molte impressioni è la potenza dell’amore, in grado di trascendere le dimensioni dello spazio e del tempo, come il legame tra Cooper e la figlia Murph. Che sia piaciuto o meno, il polverone di pareri che si è alzato attorno a questa pellicola ne decreta l’incontestabile successo e lascia presagire la risonanza che lascerà nel mondo del cinema dopo il passaggio nelle sale.

Alba Grazioli

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