L’AUTOCRITICA DI STEFANO DISEGNI: “MONICA SCUSAMI, NON SEI UN’ATTRICE CAGNA”

L’angolo di Michele Anselmi | Scritto per Cinemonitor

Certo una coincidenza, ma curiosa. Monica Bellucci, come forse sapete, è stata scelta da Sam Mendes per fare, a 50 anni suonati, una delle due Bond Girl, l’altra è la giovane Léa Seydoux, nel nuovo capitolo della saga di 007 interpretato da Daniel Craig. Titolo nostalgico, che guarda al passato: “Spectre”. Ed ecco che Stefano Disegni, classe 1953, vignettista e satirico formatosi al “Male” e poi a “Cuore”, rivaluta a sorpresa l’attrice umbra, da lui sempre disegnata sul mensile “Ciak” con la testa a forma di cagnetta. Preciso il riferimento alle sue doti interpretative. Precise, adesso, le scusa pubbliche. Sulla contro copertina del volumetto “L’ammazzafilm”, una raccolta di cine-stroncature a fumetti edita da Gallucci e presto in libreria, Disegni piazza una vignetta siffatta. “Il momento dell’autocritica” è il titolo. Vi si legge: «Ho sempre disegnato la Bellucci con la faccia canina, onde metaforizzare la sua capacità di recitazione. Non avevo sentito Asia Argento. Monica al confronto è Anna Magnani. Mi scuso e le restituisco il volto». Subito sopra l’attrice, finalmente con sembianze umane, sorride e sospira nel fumetto: «Era ora».

Non capita spesso. Disegni, un tempo in coppia con Massimo Caviglia e ora in solitaria ditta, è un satirico piuttosto feroce e temuto dalla gente dello spettacolo. «Un’anima irredenta» l’ha definito il direttore di “Ciak”, Piera Detassis, che non censura mai, ma attende con una certa trepidazione, specie se ci sono di mezzo attori e registi amici, la striscia sul film del mese massacrato regolarmente da Disegni. In parecchi negli anni non hanno apprezzato, da Christian De Sica a Nanni Moretti, da Sergio Rubini a Valeria Bruni Tedeschi, da Gabriele Muccino ai fratelli Vanzina. Qualcuno non lo saluta più. Per Disegni il Mostro non è mai Sacro, anche quando, magari, sbaglia bersaglio e infiocina un film che non lo meriterebbe. Dice ancora Detassis: «Vendica tutti i bastian contrari, con invidiabile incoerenza fa a fette film, divi e registi venerati; e quando è in piena forma dichiara che “il re è nudo”, anche se italiano e cioè contiguo, amico, conoscente, naturalmente permaloso e soprattutto facile da incontrare dietro l’angolo».

Che è proprio quanto accaduto con Monica Bellucci. Così Disegni lo rivela al “Secolo XIX”. «Era una festa mangereccia con gente di cinema, attori e attrici, veri o autopresunti. Arriva un allegrone e mi fa: “Vieni che ti presento Monica Bellucci”. Volevo obiettare che era meglio mi aiutasse a mimetizzarmi col Ficus accanto al buffet, visto che la Bellucci la disegnavo col muso da cane (bracchetto umbro, per la precisione), come raffinata simbolizzazione delle sue capacità interpretative. Non ne ho avuto il tempo, me la sono ritrovata davanti».

E poi che succede? «L’allegrone fa: “Monica, lui è quello che ti disegna col muso da cane”. Perfetto. Bravo. Dopo t’ammazzo. Le ho detto: “Ok, Monica, il cazzotto qua sullo zigomo (non sul naso, per favore, ce l’ho bello)”. Mi ha risposto con un abbraccio, un bacio, un sorriso tipo mille violini suonati dal vento. E ha detto: “Ma scherzi? Mi fai morire dalle risate! Ma sono proprio così cane?”».

Un miracolo della natura… «Già. Non solo bonazza da deliquio, pure intelligente e autoironica, altro che certi puzzalnaso che m’hanno tolto il saluto. Quando se ne stava andando è venuta a cercarmi per salutarmi con ri-bacio. Continuo a pensare che non sia esattamente da teatro shakespeariano. Ma chi se ne frega. Così alla fine le ho reso giustizia. Glielo dovevo. C’è decisamente di peggio».

In effetti la bellona di Città di Castello ha dimostrato, rispetto all’esordio nel 1991 con “La riffa” di Francesco Laudadio, di essere un’attrice eclettica, anche duttile, ferrata con le lingue. Apprezzata per “Le meraviglie” di Alice Rohrwacher, ha appena finito di girare “Sulla via lattea” di Emir Kusturica e tra un mese sarà la fascinosa Lucia per James Bond, di sicuro facendo impallidire il ricordo di Maria Grazia Cucinotta e Caterina Murino. «Il ruolo me l’ha proposto lo stesso Sam Mendes, invitandomi a pranzo a Londra. Una volta, anni fa, c’ero anche andata vicina. Ma io faccio tutto molto lentamente. Prima figlia a 40, seconda figlia a 45. Si vede che era destino: Bond a 50» ha confessato Bellucci. Certo, lei vive a Parigi, si muove in una dimensione internazionale, guadagna un sacco di soldi, un tempo aveva la residenza a Montecarlo per pagare meno tasse. Il pennarello avvelenato di Disegni non deve averla turbata più di tanto. «In fondo una striscia di Disegni è sempre meglio dell’indifferenza e ti fa uscire dal circo critico ormai un po’ consunto» avverte Detassis. Tuttavia, che Monica l’abbia fatto per riflesso autoironico o per strategia divistica, quel bacetto al terribile satirico ha di fatto demolito la parodia. Altre cine-cagnette dovrà trovare “il fumettaro all’amatrixiana” (Disegni così si definisce, citando l’amato-odiato “Matrix”) per tenere alto il prestigio di implacabile stroncatore.

Michele Anselmi

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