John Wick. Action elegante e adrenalinico in John Woo Style

Adrenalina allo stato puro per una pellicola che predilige l’azione allo spessore dello script e all’approfondimento dei personaggi. John Wick è un’elegante storia di vendetta e redenzione ambientata in una New York iconografica e iperrealistica, tra noir e graphic novel, in stile orientale alla John Woo. Dopo l’improvvisa morte dell’amata moglie, John Wick (un Keanu Reeves che torna, trascorsa l’esperienza alla regia, davanti alla macchina da presa) riceve dalla donna un ultimo regalo: un cucciolo di beagle accompagnato da un biglietto che lo esorta a non dimenticare mai i sentimenti. Ma il lutto di John viene spezzato quando la sua preziosa Boss Mustang del 1969 attira l’attenzione del sadico malvivente Iosef Tarasof. John si rifiuta di vendere la macchina al ragazzo, allora Iosef e i suoi tirapiedi irrompono di notte in casa sua, lo picchiano fino a fargli perdere i sensi, gli uccidono crudelmente il cucciolo e gli rubano l’auto. La banda non sa però di aver risvegliato uno dei più letali assassini che la malavita abbia mai conosciuto… Un uomo comune che nasconde un segreto, questo è John Wick, figlio di innumerevoli pellicole di genere, un action/revenge movie dove una macchina da guerra che non ha più niente da perdere genera litri di sangue e violenza. Attori piacevoli da guardare dai sodali Willem Dafoe e John Leguizamo al malvagio capomafia Michael Nyqvist, lo svedese protagonista dell’originale trilogia cinematografica Millennium. Tutto girato in flashback, ritmi ossessivi, belle coreografie e combattimenti a colpi d’arti marziali, sparatorie e inseguimenti (i due registi sono ex stunt) sulla scia (pur in tono minore) che da John Rambo porta a Kill Bill e Pulp Fiction, tra kung-fu e spaghetti-western.

Francesca Bani


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