Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza. Nelle sale il Leone d’oro di Venezia 2014

Ma allora: “Dove sta continuando ad andare l’umanità?” “Boh”. Possiamo iniziare proprio così, parafrasando la didascalia, che apre Uccellacci e uccellini, dove un altro uccello – un corvo nello specifico – è la guida spirituale e l’anima che accompagna due popolani romani, un padre e un figlio, nel loro viaggio verso una società e, in generale, verso un’umanità, disperata, povera e decadente che teme i cinesi e fagocita poi gli stessi uccelli che li proteggono. Esce domani, 19 febbraio, Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza, Leone d’oro all’ultima Mostra d’Arte Cinematografica Internazionale di Venezia: un film realizzato in Svezia che affida ancora agli uccelli – questa volta ad un piccione – l’analisi e la riflessione sull’umanità.

Scritta e diretta da Roy Andersson, la pellicola è una commedia drammatica: quinto lungometraggio e ultimo capitolo di una trilogia – iniziata nel 2000 con Canzoni dal secondo piano, vincitore del Premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes, e proseguita nel 2007 con You, Living – con la quale il regista, attraverso commedie ispirate al genere teatrale dell’assurdo e con riprese statiche, indaga e riflette sull’esistenza umana. Ma l’assurdo, in questo caso, è rappresentato anche dal fatto che sia un regista svedese ad indagare su una società formatasi in uno degli stati occidentali più evoluti ed avanzati. L’umanità rappresentata in questo film è rappresentata da una coppia di venditori ambulanti che si ritrovano a vivere in una bettola, un’ insegnante di flamenco e un re svedese.

Un lavoro pittorico e fortemente visuale, che trae ispirazione dai quadri di Otto Dix e George Scholz, e in generale dalle rappresentazioni naturaliste con una predilezione per Campo di grano con volo di corvi di Van Gogh. Le trentanove scene di cui si compone il film, secondo le intenzioni del regista, vogliono spingere il pubblico ad un esame e ad una riflessione su se stessi suscitando domande semplici ed esistenziali, del tipo “Cosa stiamo facendo” ,”Dove siamo diretti?”, rendendo sempre attuale la citazione con cui abbiamo iniziato: “Boh”.

Alessandra Alfonsi

Lascia un commento