Chi siete? Dove andate? Al cinema a rivedere Non ci resta che piangere

Da oggi, lunedì 2, a mercoledì 4 marzo sarà nuovamente possibile vedere nelle sale il film cult della coppia Benigni – Troisi: Non ci resta che piangere. La prima uscita risale al 21 dicembre 1984. Il film scritto, diretto e interpretato dalla coppia di comici fu, in quella stagione cinematografica, campione d’incassi. Dopo trent’anni e il restauro della pellicola, circa 250 ore di lavoro, la versione rimasterizzata torna al cinema, grazie all’impegno di Mediaset, Melampo, Film&Video e Lucky Red che distribuisce. In occasione dell’evento è stato inoltre realizzato un sito internet dedicato: www.noncirestachepiangere.it

Potremo rivedere sul grande schermo l’avventura nel tempo di Saverio (Roberto Benigni), maestro elementare, e Mario (Massimo Troisi), bidello napoletano, che per un bizzarro scherzo spazio/temporale si ritrovano nel borgo di Frittole nel 1400, quasi 1500. In un susseguirsi di situazioni comiche, i due avranno a che fare con personaggi e eventi dell’epoca, da Girolamo Savonarola a Leonardo fino al viaggio che da lì a poco avrebbe compiuto Cristoforo Colombo. La critica dell’epoca non accolse bene il lungometraggio, a cui si riconobbe solo il forte affiatamento artistico dei due attori protagonisti. Come spesso accade è però il pubblico a sancire il successo e sopratutto la possibilità di un’opera di resistere al tempo.

Non ci resta che piangere oggi è una commedia cult e alcune delle sue battute, come la celebre: “Chi siete? Cosa fate? Cosa portate? La risposta non conta, il tributo da versare è sempre lo stesso: un Fiorino!” è entrata a far parte dell’immaginario collettivo. Quella scena, frutto dell’improvvisazione, tanto che lo stesso Benigni non riuscì a contenere le risa, continuerà a strappare sorrisi con buona pace dei detrattori di allora e di oggi. La sequenza della lettera a Savonarola è, invece, un omaggio alla tradizione comica napoletana con esplicito richiamo al Totò, Peppino e la malafemmina.

Troisi e Benigni dichiararono che il titolo fu una scelta casuale, nello scorrere alcuni titoli di poesie, la scelta ricadde su Non ci resta che piangere di Francesco Petrarca. Giusto per dare un’idea di quanto il film sia oggi una pietra miliare della cultura cinematografica italiana, se provate a cercare su Google “Non ci resta che piangere” con riferimento al Petrarca sarà difficile avere risultati di ricerca sulla poesia, vi compariranno invece pagine e pagine di aneddoti, citazioni, commenti sul film di Benigni e Troisi. Da sempre, al cinema, l’Italia che ride è quella che vince, con buona pace dei critici cinematografici che a questa realtà non si rassegnano.

Chiara Pascali

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