Florence Korea Film Fest: A Girl At My Door, la provincia violenta e mélo di July Jung

A Girl At My Door è, per il momento, una delle migliori visioni della 13ma edizione del Florence Korea Film Festival, in programma dal 20 al 30 marzo al Cinema Odeon di Firenze. Film low budget prodotto dalla Pinehouse di Lee Changdong, si presenta con lo stile registico asciutto dell’esordiente July Jung. La vicenda narrata è quella di Dohee, tredicenne maltrattata dal patrigno che verrà soccorsa da Young-nam, una donna poliziotto. Young è stata misteriosamente cacciata da Seoul per cattiva condotta e finisce in un piccolo centro portuale dove un violento ubriacone,Yong-ha, prevarica la comunità di lavoratori immigrati e la figliastra Dohee. Nonostante il proprio isolamento sociale, Young-nam prenderà sotto la sua ala protettiva la ragazza e tenterà non solo di salvarla, ma anche di liberare un lavoratore immigrato e succube di Yong.

In questo coacervo sudcoreano di anime solitarie, disadattati, alcolizzati e bigotti, Young-nam è il focus centrale che porterà in superficie moltissimi temi di rilevanza sia universale che più locale. Infatti July Jung partendo dall’incontro della donna e della ragazzina trova il modo di introdurci problematiche che sono familiari all’intero mondo: la follia, l’autolesionismo, l’alcolismo, l’omofobia e lo sfruttamento della forza lavoro costituita dagli immigrati clandestini. La potenza e il coraggio di queste due figure femminili, così lontane l’una dall’altra eppure così vicine, sono commoventi. Insieme alle altre due star del cinema coreano Doona Bae e Song Sae-Byuk, la giovane Kim Sae-ron (vincitrice del Blue Dragon Award per questo ruolo) si è prestata dopo un iniziale rifiuto ad interpretare scene molto forti per una minorenne, oltretutto senza nessuna garanzia economica.

A Girl At My Door è un melodramma intimo, spoglio dagli eccessi tipici del genere, ma contaminato da stratagemmi narrativi del genere poliziesco. Entrato nella selezione ufficiale Un Certain Regard del Festival di Cannes, questo interessantissimo lavoro continua a ricevere consensi sia a livello internazionale che nazionale, nonostante la Corea del Sud sia più avvezza ad un cinema mainstream. Nell’incontro con la stampa fiorentina July Jung ha confessato di conoscere bene il cinema italiano e che la sua prossima opera, ancora una volta concentrata su due protagoniste femminili, si ispirerà al cinema del prediletto Antonioni.

Furio Spinosi

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