Fuori campo: l’Italia dei Rom che sono come noi

“Cosa farei io al posto di Alfano e Renzi? Raderei al suolo tutti i campi rom”. Queste le recenti parole di fuoco del leader della Lega Nord, Matteo Salvini, contro i campi nomadi, dei quali ha proposto l’immediata chiusura e la totale distruzione con le ruspe. Ma i rom vivono tutti nei campi nomadi? E sono tutti dei ladri e dei delinquenti? Ad aprire una breccia nel pensiero comune ci pensa il documentario Fuori campo – Storie di ROM nell’Italia di oggi di Sergio Panariello, il quale tacitamente ci invita a non fare di tutt’erba un fascio.

Fuori campo è un film piccolo piccolo, che non vuole dimostrare nulla né urlare in faccia a nessuno, ma solo far presente che oltre il mondo raccontato dai mass media esiste una realtà Rom taciuta e silenziosa di persone che vivono come ciascuno di noi, come noi italiani. Da Napoli a Bolzano, da Cosenza a Firenze, Panariello ci conduce alla scoperta delle vite di alcune persone che vivono le difficoltà di ogni giorno come un comune cittadino italiano: i problemi sul lavoro, il mutuo della casa da pagare, i figli da portare a scuola, ecc. Emerge un mega-mini-mondo che i mezzi di comunicazione di massa hanno lasciato fuori-campo, ai margini anzi fuori da ciò che riprendono le videocamere, fuori dai telegiornali. Un titolo, quello del film, assolutamente originale e poli-funzionale. Perché Panariello ci accompagna al di fuori di quei campi a cui solitamente associamo i Rom, portandoci invece sulle strade e nelle loro case. Lo stesso regista napoletano rimane fuoricampo, lasciando l’intero spazio dello schermo ai suoi protagonisti, che sono persone e non personaggi. E segna, come direbbero nel baseball, un vero fuori campo, un colpo forte e lontano, che è un punto a favore dell’informazione completa, quella che fa riflettere e aprire la mente oltre il pregiudizio, invece di (rin)chiuderla in quello che ci dice la scatola televisiva.

Fuori campo è un bozzetto d’affresco col valore di una pregiata miniatura. Un film semplice ma non semplicistico, che non vuole sconvolgere né denunciare, ma solo dire che c’è altro oltre la vetrina dell’apparenza. E ricordarci, con umiltà e sincerità di sguardo, che ogni medaglia ha sempre un altro lato. Basta ricordarselo, volerlo vedere, quindi girarla.

Tommaso Tronconi
(Onesto e spietato)

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