Festival del Cinema Europeo, prospettive e visioni del Vecchio Continente

Il Festival del Cinema Europeo, consolidata kermesse cinematografica che anima la città di Lecce da diversi anni, conferma la sua vocazione di valorizzare opere cinematografiche di diverse realtà del continente europeo, con il vantaggio, per il pubblico, di potersi accostare a prodotti che sono fuori dai circuiti commerciali. Nell’edizione 2015, a rappresentare una parte del più ampio panorama della cinematografia europea, sono stati chiamati, in qualità di ospiti d’eccezione, Bertrand Tavernier, con il suo lucido sguardo sulla Francia, e Fatih Akin, filmaker tedesco di origine turca, che ha fatto delle proprie radici il fulcro delle sue opere. A entrambi, oltre all’omaggio in programma di personali retrospettive, sarà consegnato l’Ulivo d’Oro alla carriera. Dello stesso premio saranno insignite Milena Vukotic e Paola Cortellesi, chiamate a rappresentare il cinema italiano dalla prospettiva di due generazioni differenti.
Degno di nota è lo spazio dedicato nella programmazione alle nuove leve del cinema europeo, italiani compresi, a partire dal film d’apertura WAX – We are the X, l’opera prima di Lorenzo Corvino. Leccese d’origine, Corvino dedica il suo primo lungometraggio alla sua generazione, la generazione X appunto, quella dei nati tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Ottanta, i “sacrificabili”. Un film on the road, ambientato in Costa Azzurra, che ha per protagonisti due ragazzi italiani e una donna francese incaricati da una società italiana di girare uno spot per una casa automobilistica. Alla precarietà professionale si intreccia il triangolo amoroso in stile Nouvelle Vogue, ma a differenza di un amore distruttivo, quello tra i due giovani italiani e la ragazza francese è un amore che fortifica, un affetto fluido come la realtà che li circonda e a cui devono continuamente adattarsi per sopravvivere. Un’opera prima degna di nota che ha saputo mettere a frutto le risorse concesse, soprattutto da finanziamenti privati, utilizzando espedienti narrativi originali e ben
I dieci lungometraggi in concorso per l’Ulivo d’oro si diversificano per stili e tematiche trattate. Di particolare intensità l’opera del danese Michael Noer: Key, house, mirror, ambientato in una casa di riposo, che tratta con raffinata sensibilità il tema dell’amore nella terza età, il desiderio e l’attaccamento alla vita. Per la sezione Cinema e Realtà segnaliamo Non so perché ti odio di Filippo Soldi sul tema dell’omofobia e Leviteaccanto di Luciano Toriello, sul tema dell’immigrazione, a cui si aggiungono i tre vincitori del progetto ArTVision della Fondazione Apulia Film Commission: Contro natura di Alessandro Piva, Le pareti di vetro di Vito Palmieri, Odissea Dandy di Giuseppe Tandoi.
Anche i cortometraggi hanno conquistato un ampio spazio all’interno del programma del Festival, scelta artistica che aiuta a portare avanti un manifesto cinematografico fatto di ricerca e sperimentazione. Il Festival del Cinema Europeo segna dunque un percorso fatto di diverse visuali e prospettive: tra tendenze culturali globalizzate e resistenze locali, emerge tutta la vitalità che, almeno nella cinematografia, il Vecchio Continente riesce ancora a trasmettere.

Chiara Pascali

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