CARI FRATELLI VANZINA, NON SARA’ ORA DI ANDARE IN PENSIONE?

L’angolo di Michele Anselmi | Scritto per “il Secolo XIX”

Cari fratelli Vanzina,
non ci piove: siete cineasti spiritosi, gentili, con buoni studi francesi, possedete il gusto per l’epigramma colto/birichino o per l’affondo greve/dialettale. Splendidi sessantenni. Certo, portate tagli di capelli fuori dal tempo: per questo, forse, vi piace tanto andare a spasso nel tempo, cinematograficamente parlando. Giovedì scorso è uscito “Torno indietro e cambio vita”, appunto un mix tra “Ritorno al futuro” e “Sliding Doors”, benché preferiate scomodare un racconto di Asimov, “E se…”, come fonte primigenia d’ispirazione. Trattasi di opus n. 56, tralasciando le fiction tv, e siccome l’esordio con “Luna di miele in tre” risale al 1976 significa che avete girato una pioggia di film, alcuni di enorme successo, anche due all’anno.
Ora, però, qualcosa sembra essersi rotto nel rapporto, a lungo fidelizzato, col pubblico. La colpa non va ascritta ai critici «forforosi che predicano bene e razzolano male», parole vostre; e se è vero che siete un riferimento costante quando si parla di costume, non è vero che il vostro cinema «oscilla tra il capolavoro e la merda» nella considerazione dei recensori. «È il nostro destino» sbuffate. Non è così. Vi piace fare un po’ le vittime, sin dagli anni Ottanta la critica, specie a sinistra, vi tratta coi guanti bianchi, riconoscendo ai vostri film, anche ai più scalcinati o frettolosi, una certa grintaccia socio-antropologica, insomma la capacità di cogliere sapori, mode e tic dell’Italia cafona. Ricordate? «Tra vent’anni, per capire com’era davvero questo Paese, bisognerà rivedere una commedia dei Vanzina» abbiamo scritto in tanti.
Ma oggi? Praticate un cinema che si vuole popolare, commerciale, di intrattenimento leggero, senza sghiribizzi d’autore, pure di genere, ritagliato sui desideri del pubblico vero, mica quello dei detestati «intelligentoni»; e tuttavia, tra i vostri ultimi film, “Sapore di te” ha incassato appena 1 milione e 860 mila euro, “Un matrimonio da favola” 1 milione e 710 mila. Meglio è andata a “Mai Stati Uniti”, con 5 milioni e mezzo di euro, ma “Sotto il vestito niente – L’ultima sfilata” scese a 391 mila euro.
Cifre aride? S’intende, gli incassi non sono tutto, ed è meritevole il tentativo di ravvivare l’intristito box-office estivo con “Torno indietro e cambio vita”, dove il balzo indietro nel tempo vissuto da Raoul Bova e Ricky Memphis, retrocessi al 1990, finirà col condizionare il futuro del 2015. Intanto però il presente tende al rosso, almeno a scorrere i primi dati Cinetel riguardanti il vostro film: 155 mila euro giovedì e venerdì scorsi, con ben 372 copie.
Magari non significa niente. Oppure sì. E se fosse arrivata anche per voi, cari Carlo ed Enrico Vanzina, come del resto per tanti di noi, giornalisti e critici in primis, e poi manager, politici, medici e avvocati, l’età della pensione? Sbaglierò, magari il prossimo film, una storia di giovani italiani in trasferta a Miami, sarà un successo. Tuttavia il vostro cinema fatica ormai a stare in sintonia – per stile, respiro, moduli di racconto, personaggi e situazioni – con i gusti attuali: i ventenni snobbano, i trenta-quarantenni cercano altro, i cinquantenni sono poco inclini ai loffi struggimenti nostalgici. Non riguarda solo voi, ovviamente. Un consiglio da amico: dimenticate “La Capannina” e Cortina, i Duran Duran e la Vespa, le finte bionde e i Parioli.

Michele Anselmi

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LA REPLICA DEI VANZINA: IL NOSTRO FILM VA BENISSIMO

Caro Michele,
abbiamo letto con attenzione la tua lettera di rottamazione nei nostri confronti pubblicata domenica dal “Secolo XIX”. Come il nostro premier Renzi (vedi che paragone, noi invece ti vogliamo bene), vuoi dare un colpo di spugna ai”vecchi” Vanzina per lasciare spazio a cineasti più in sintonia con i tempi. Per avvalorare la tua tesi citi gli incassi dei primi due giorni del nostro ultimo film che reputi bassi mentre invece sono ottimi per il periodo estivo, secondi solo al più grande successo mondiale dell’anno, “Jurassic World”.
Ti piace vincere facile? La verità, caro Michele, è che sono anni che voi critici non digerite il nostro successo. Se fosse stato per voi ci avreste rottamati fin dal primo film con Pozzetto nel 1976. In pensione a 25 anni… Ora, con grande rispetto per la libertà di espressione, tu te la prendi addirittura con le nostre origini parioline, con il taglio di capelli fuori moda (il tuo pizzetto invece è molto moderno?), con gli studi in un liceo francese. Forse tu avresti preferito un liceo sovietico visto che scrivevi su”l’Unità”. Ma forse, dopo, quando hai scritto anche su giornali di destra, sarebbe stato meglio studiare dai preti.
Intanto ci prendiamo la soddisfazione di aver sentito all’Antico Teatro Greco di Taormina tremila giovani ridere, con boati e applausi a scena aperta al nostro ultimo film. E visto che ci dai dei consigli, ne diamo anche noi uno a te: manda un avviso di rottamazione a Carlo Verdone, a Martin Scorsese, a Woody Allen, a Clint Eastwood, a Nanni Moretti. Sono tutti over 60, è ora di mandarli in pensione. Vedrai che ti ascolteranno.
Con lo stesso affetto che nutri per noi,
Carlo ed Enrico Vanzina

Non porto più il pizzetto da tempo, bensì la barba ormai bianca: da venerabile molto rottamabile che non vede l’ora di andare in pensione.(Mi.An.)

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