VOGLIA DI CINEPANETTONE: TORNANO TUTTI, MA ORMAI SEMBRANO ZOMBIE

L’angolo di Michele Anselmi | Scritto per Cinemonitor

Per fortuna ha cambiato idea. Aurelio De Laurentiis voleva intitolare “Natale a Gomorra” quel che resta del suo cinepanettone, poi qualcuno deve averlo fatto ragionare e la farsa si chiamerà “Natale a go-go & champagne”. C’è poco da stare allegri. Il patron del Napoli, reduce da un pessimo gesto d’arroganza nei confronti di un poliziotto all’aeroporto di Capodichino, crede molto nel regista Volfango De Biasi e nella coppia Lillo & Greg; stavolta però, dopo il disastro commerciale di “Un Natale stupefacente”, ha rinforzato il team con l’arrivo di Paolo Ruffini e Francesco Mandelli, fedele alla convinzione che le donne siano tappezzeria nelle farse. «Faremo ridere a bestia, il film spacca!» promettono gli interessati. Della storia si sa che Lillo & Greg incarnano due chirurghi plastici, inseguiti da due poliziotti, Ruffini e Mandelli, in un’atmosfera da malavita, con una punta di action.

C’è poco da fare. Gira e rigira, in vista delle feste di fine anno, s’impone “la tradizione”, che in realtà è solo pigrizia, coazione a ripetere e ripetersi. Sarà pure difficile inventarsi qualcosa di nuovo, quest’anno poi tutti temono come la peste il ritorno di Checco Zalone col suo “Quo Vado”, nelle sale dal 1° gennaio 2016 in quasi mille copie con Medusa, sicché il cine-Natale comincerà ai primi di dicembre. Il 10, per esempio, Leonardo Pieraccioni farà uscire con 01-Raicinema “Il professor Cenerentolo”, titolo che è tutto un programma. Il comico toscano, 50 anni compiuti a febbraio e 12 film da regista dal 1995 a oggi, sostiene di aver cambiato registro. Non ci sarebbe la solita fata esotica di cui innamorarsi e anzi lui sarebbe diventato un po’ più cattivo e meno romantico, solo perché qui incarna un piccolo costruttore che si improvvisa rapinatore non riuscendo a recuperare i suoi crediti dai debitori. Finisce in carcere con permesso di rientrare a mezzanotte (ecco il titolo spiegato), ma a Ventotene, durante l’attività ricreativa, conosce una sciroccata animatrice turistica col viso e il corpicino di Laura Chiatti.
Ogni due anni Pieraccioni promette di cambiare registro. In realtà è sempre la solita zuppa. «Chi nasce saltimbanco rimane saltimbanco, so che può sembrare patetico ma io mi sento sempre lo stesso, anche perché non sono mai caduto nella trappola del cinema d’autore» teorizza. E meno male. Infatti fa bene a considerarsi «un cabarettista prestato al cinema». Però uno scatto di reni, un piccolo strappo, un rovesciamento dei ruoli: mai?
Mai. Vale anche per il concittadino Neri Parenti, il regista di tanti Fantozzi e cinepanettoni. «Sì, abbiamo riaperto bottega. Quando Medusa ha fatto la proposta a me, Christian De Sica e Massimo Ghini, be’ siamo stati tutti felici, perché la chiusura della serie era stata decisa da Aurelio De Laurentiis e non da noi, che invece eravamo contrari». Infatti, dopo il mezzo tonfo del Natale 2014 con “Ma tu di che segno 6?”, Parenti rispedisce in panchina Massimo Boldi e richiama in campo la coppia De Sica & Ghini per uno dei tre episodi di “Natale ai Caraibi” (gli altri sono appaltati l’uno a Luca Argentero e Ilaria Spada, l’altro a Dario Bandiera).
Proclama De Sica, reduce da una poco memorabile serie di spot per la carne Simmenthal: «Tornare a fare la farsa mi piace. Faremo il cinepanettone vero, ho chiesto a tutti di calcare la mano sulla comicità, di esagerare. Non dobbiamo fare una commedia discreta, altrimenti nessuno ride». Vedremo, dopo il 17 dicembre, se rideranno in tanti con “Natale ai Caraibi”. Intanto, però, Parenti ha una certezza su chi va al cinema oggi in Italia: «I vecchi, quelli che non sanno scaricare i film da Internet. E questo è il motivo degli incassi di certi film da vecchi, che anche se si chiamano “La giovinezza” sono da vecchi». Chiaro il riferimento ironico a “Youth – La giovinezza” di Paolo Sorrentino. Sarà contento l’ad Medusa Giampaolo Letta…

Michele Anselmi

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