Avril et le monde truqué: il bello dell’animazione che in Italia non vedremo mai

Uscirà tra pochi giorni nelle sale francesi la pellicola d’animazione Avril et le monde truqué, vincitrice del Cristal Award per il miglior lungometraggio animato all’ultimo Festival di Annecy, giunto alla sua trentanovesima edizione. Il film, diretto da Christian Desmares e Franck Ekinci, è stato co-prodotto da Studiocanal e dallo studio parigino Je Suis Bien Content, che annovera tra i suoi successi anche Persepolis di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud.

Avril et le monde truqué porta sul grande schermo l’universo della graphic novel di Jacques Tardi, disegnatore e autore francese la cui fama è legata alla creazione del personaggio di Adele Blanc-Sec, trasposta in versione cinematografica da Luc Besson con Adèle e l’enigma del Faraone (2010). La storia è ambientata in una Parigi della metà del Ventesimo secolo in cui non ha ancora avuto luogo la seconda rivoluzione industriale e tutto è alimentato dal carbone a causa della costante sparizione di tutti gli scienziati e studiosi del Paese. Il mistero si protrae dal 1870, anno dell’impero di Napoleone III, per cui a seguito delle mancate scoperte e possibilità di sviluppo la Francia è, nelle vicende narrate, sotto il regno di Napoleone V. Avril, doppiata da Marion Cotillard, è una ragazza alla ricerca dei suoi genitori, anch’essi studiosi misteriosamente scomparsi. Accompagnata dal suo gattino parlante Darwin e da un giovane ladro di nome Julius, cercherà, attraverso molteplici peripezie, di scoprire quali misteri si celano dietro le sparizioni.

Di Avril et le monde truqué è possibile apprezzare gli scenari noir di una Parigi industriale e fumosa. Ogni scena è ricca di minuziosi dettagli; i disegni, rigorosamente in 2D, come in ogni film d’animazione d’autore che si rispetti, sono caratterizzati da una linea chiara e ben definita. Un film denso d’azione, un’avventura alla Jules Verne, dove fantascienza e immaginazione si fondono in spazi sconosciuti tutti da esplorare. In alcune scene, come quella dell’inseguimento sui tetti di Parigi, sembra quasi di cogliere anche l’omaggio al maestro dell’animazione giapponese Miyazaki. La sceneggiatura, costellata da un sottile e satirico umorismo, strizza l’occhio anche agli spettatori più adulti, tratteggiando anche l’impegno politico e sociale con cui è possibile identificare l’intera opera del fumettista Jacques Tardi.

Come spesso accade per i lungometraggi d’animazione che non seguono l’onda del mainstream, sarà difficile che Avril et le monde truqué possa trovare spazio nel mercato italiano. A parte qualche rara eccezione, come accadde per la distribuzione di L’Illusionista di Sylvain Chomet da parte della Sacher di Nanni Moretti, è raro riuscire a godere sul grande schermo di questo tipo di animazione, molto più affine all’opera pittorica che a quella cinematografica. Anche questa volta, salvo che qualche casa di distribuzione fra le più attente al tema (magari Luckyred) ci regali una piacevole sorpresa, noi spettatori italiani ci perderemo la bellezza di Avril et le monde truqué e dei suoi disegni animati virati seppia.

Chiara Pascali

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