45 anni. Il dramma dell’amore perduto

I primi minuti, ovattati e in sordina, sembrano sussurrare: dubitate delle apparenze. In 45 anni si agitano fantasmi del passato, invisibili presenze. Sobrio, pur carico di presagi nefasti, è dunque l’incipit del dramma coi suoi titoli di testa: lo schermo è buio mentre si fa strada il ronzio e il clic di diapositive in un proiettore, suoni che appartengono alle terribili rivelazioni di fine pellicola.
Kate e Geoff Mercer sono una coppia di tranquilli pensionati. All’alba dei settanta i due abitano un cottage in aperta campagna presso la cittadina di Norfolk. Non hanno figli, solo un cane per compagnia, Max. Di ritorno dalla sua passeggiata mattutina, Kate (Charlotte Rampling) saluta allegramente il postino, ex allievo dei giorni in cui la donna sedeva dietro la cattedra. L’uomo, dopo aver consegnato una lettera a Geoff (Tom Courtenay), la informa dei suoi gemelli appena nati. Questa è la settimana in cui la coppia si sta preparando al 45° anniversario di matrimonio. In sette giorni, quelli della preparazione della festa, la storia nasce e prende quota: anatomia del sentimento costruita su gesti impercettibili, sguardi e micropieghe del volto. Poche parole, cariche di risentimento, conducono Geoff e Kate a vivere, giorno e notte, di una vera e propria ossessione. Sul grande schermo la coppia gioca le sue carte mettendo in tavola un massacro psicologico degno del miglior thriller. Ogni mattino sarà per lo spettatore uno sguardo sempre diverso fra gli alberi, i campi, i sentieri dell’Inghilterra orientale. Un tempo e un luogo che col passare delle ore logora il subconscio conducendolo alla deriva.

“Cosa c’è?” chiede Kate affaccendandosi in cucina.
“Una lettera”, dice Geoff piuttosto preoccupato, “Dice che l’hanno trovata”
“Trovato chi?”
“Hanno trovato Katya.”

In un tempo lontano, Geoff aveva venticinque anni e una fidanzata, Katya. Con lei attraversò le Alpi svizzere. Quando la donna cadde in un crepaccio, il suo corpo non fu mai ritrovato. Ora la neve si è sciolta e la giovane, riflessa nel ghiaccio, è ritornata visibile. La prima reazione di Geoff è di guardarsi le mani consumate dall’età, attardandosi nei movimenti. La risposta iniziale di Kate è quella di fare altro tè. Per il suo terzo lungometraggio, in concorso alla 65 Berlinale, il britannico Andrew Haigh (Wekend, Untitled Hbo San Francisco Project), classe 1973, sceglie di rivolgersi a una nuova generazione: uomini e donne che hanno vissuto un lungo lasso di tempo. Il film è pluripremiato al Festival per il migliore attore (Courtenay) e la migliore attrice (Rampling). L’idea di una donna conservata in un’eterna giovinezza, di un “prima”, immutato in uno specchio gelido, scuote da subito le fondamenta della coppia, la quiete di “Mrs. Dalloway” soprattutto, qui incarnata dalla Rampling. A poco a poco, questo pensiero di un fantasma che si aggira silenzioso per la casa soppianta tutti gli altri, come se 45 anni di vita coniugale contassero molto meno dei cinque che li hanno preceduti. La coppia è analizzata al microscopio. Come non mai e più di prima Kate e Geoff prendono coscienza del declino della carne mentre la monotona quotidianità dà vita a giorni che trascorrono lenti, inesorabili, tutti uguali tra loro. La figura dell'”altra” assume presto i tratti somatici della donna rivale. Per dare la giusta resa cromatica a un dramma prossimo al kammerspiel, il regista lascia per la maggior parte del tempo le luci spente sfruttando esclusivamente l’illuminazione naturale.
Geoff confessa: se Katja non fosse scomparsa, l’avrebbe senza dubbio presa in moglie. Un pensiero comprensibile diviene ossessione senza rimedio per il personaggio della Rampling. Il film è un conto alla rovescia: le pulsioni emotive si scatenano a briglia sciolta fino al climax rivelatore. Il dramma si rivela nella sua pienezza il giorno della festa. Sul viso di una moglie non più giovane, ma ancora bella e femminile, leggiamo la più grande preoccupazione di un’amante: sono stata scelta di ripiego. Alla fine del film risuona il ritornello della canzone dei Platters, la stessa che Kate canticchiava incauta in un primo momento. Un tremore discreto si disegna sulle sue labbra proprio quando il marito ha appena concluso un discorso per cui dichiara di amare la donna come il primo giorno. Non si accorge che le membra della sua sposa, i suoi occhi accesi gridano allo scandalo e al tradimento. Un ruolo di moglie fragile e volitiva, donna dagli occhi pieni di lacrime, sembra cucito su misura per la bella attrice britannica.

Chiara Roggino

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