Memento: per non dimenticare, arriva il remake

“Ricordati di non dimenticare“ recitava nel 2000 la locandina di Memento e avrà forse l’intento di tener viva la memoria l’annunciato remake, da parte della AMBI Pictures di Andrea Iervolino e Monika Bacardi, del lungometraggio diretto da Christopher Nolan. Repetita iuvant dicevano i latini, eppure la tendenza al “rifacimento”, che da qualche anno imperversa nell’industria cinematografica, sembra più che altro dovuta alla necessità di colmare un vuoto di soggetti originali o probabilmente a quella di evitare rischi, puntando su prodotti che hanno già solide basi di pubblico. Memento è un film che ha fatto storia, nel 2002 ebbe due nomination agli Oscar per la miglior sceneggiatura originale e il miglior montaggio.

Il soggetto, preso in prestito dal racconto Memento mori del fratello del regista, Jonathan Nolan, narra la storia di Leonard Shelby (Guy Pearce), investigatore assicurativo, colpito da una particolare forma di amnesia a seguito di un colpo ricevuto durante la colluttazione con l’assassino di sua moglie. Leonard è privo di memoria a breve termine, l’unico ricordo radicato nella sua testa è legato allo stupro e all’uccisione della moglie: vuole vendicarsi ad ogni costo, ma il suo disturbo lo colloca in una dimensione di frustrazione e spaesamento. Shelby non ha coordinate spazio temporali, tenta di ricostruire gli avvenimenti tatuando sulla sua pelle ciò che non deve dimenticare e scatta fotografie per tenere in mente i luoghi. Parole e fotogrammi sono gli unici appigli di un presente che scivola costantemente verso un terrificante oblio.

Nolan pone lo spettatore nella stessa condizione del protagonista. Attraverso l’utilizzo di un montaggio non sequenziale, dal punto di vista cronologico, la narrazione è a ritroso, caratterizzata da frequenti salti temporali. Così come per Leonard è impossibile seguire il filo temporale degli eventi, anche il pubblico vedrà vanificato ogni tentativo di seguire il racconto filmico basandosi solo su ciò che vede. L’immagine è illusoria e ambigua se non è strutturata in un sistema di correlazioni, la memoria non può essere solo la stratificazione di elementi. I ricordi, privi di una logica consequenziale, non porteranno mai alla verità.

Rielaborazione del passato, costruzioni immaginarie della mente e ricerca dalla propria identità viaggiano di pari passo, temi molto cari a Nolan tanto da essere riproposti dieci anni dopo anche nel suo Inception. Monika Bacardi, co-titolare della AMBI Pictures, società che finanzierà e produrrà il remake di Memento, ha dichiarato l’intenzione di rimanere fedeli alla visione di Christopher Nolan. Non mettiamo in dubbio le buone intenzioni, ma nel 2000 Memento fu in grado di stupire pubblico e critica per il suo innovativo approccio alla narrazione cinematografica, nel 2015 per quanto la tecnologia possa aver fatto dei progressi e probabilmente potrebbe migliorarne la resa, avremo comunque la sensazione di guardare qualcosa di già visto, come accade per ogni remake.

Chiara Pascali

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