Listen to me Marlon. Il volto e il corpo sono il mio palcoscenico

Grazie all’accesso ad un centinaio di inedite registrazioni di Marlon Brando, il regista Stevan Riley confeziona Listen To me Marlon, un documentario biografico d’impatto sulla leggenda cinematografica: tramite la sua stessa voce si mostrano prima le umili origini e poi il rigoglioso periodo in cui il giovane attore, affidatosi all’insegnante del Metodo Stanislavsky Stella Adler, riuscì a cambiare la faccia dello star system grazie ai ruoli in Fronte del porto e Un tram chiamato desiderio.

Sentendosi inadeguato al suo mestiere e al contempo incapace di intraprenderne qualsiasi altro, Brando si gettò a capofitto nella recitazione volendo tirarne fuori il massimo. “Nel cinema, il volto e il corpo diventano il palcoscenico […] Devi essere in grado di fermare quella mano che porta il popcorn alla bocca e far sbalordire il pubblico!”. Così Brando ci accompagna con sé nei meandri più intimi della sua storia personale: dalle notti in bianco in motocicletta e nei bar di colore, alle centinaia di donne e uomini avuti, fino al dolore, verso fine carriera, causato dalle morti tragiche dei figli. La stanchezza mentale, fisica e la ribellione che lo portarono a disinteressarsi alla bella recitazione e ad accettare ruoli pagati profumatamente in blockbuster come Superman, in cui deliberatamente recitava con l’ausilio di gobbi e stratagemmi per non pensare alle battute, mettono in forte dubbio il mito creatosi attorno a Brando.

Il documentario di Riley rinuncia ai classici schemi del genere, come le interviste ausiliari, e consegna tutto in mano allo stesso Marlon Brando, che a molteplici riprese motiva alcune scelte molto discusse concernenti i suoi ruoli più controversi, come quelli di Apocalypse Now di Coppola e Ultimo Tango a Parigi di Bertolucci, ridimensionando e mettendo in discussione tutta la sua carriera. La ditigalizzazione moderna del suo volto e la recitazione di Shakespeare durante l’incipit donano a Listen To Me Marlon un tono ancora più oscuro e disincantato. Distribuito per l’home video.

Furio Spinosi

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