MEDUSA FESTEGGIA I SUOI PRIMI VENT’ANNI. MENO AUTORI E PIÙ COMICI, ASPETTANDO IL CICLONE ZALONE

L’angolo di Michele Anselmi | Scritto per Cinemonitor

Compie vent’anni Medusa, e per l’occasione la romana Casa del cinema ospita, sotto le feste natalizie, una rassegna di titoli prodotti o distribuiti dal fortunato marchio legato a Mediaset dal 1995. Si parte sabato 26 dicembre con “Il corvo” e “Trainspotting”, si finisce mercoledì 6 gennaio con “Andiamo a quel paese” e “Italiano medio”. In mezzo passeranno film come “L’ultimo bacio”, “Respiro”, “The Dreamers”, “La prima cosa bella”, “La grande bellezza” e “Sole a catinelle”, a ricordarci la varietà della proposta Medusa nel corso di questi quattro lustri. Anche le cifre di un cospicuo successo commerciale, se è vero, come ha ricordato l’amministratore delegato Giampaolo Letta, che «Medusa nei suoi primi vent’anni di vita è risultata leader negli incassi, con un valore pari a oltre 1 miliardo e 850 milioni di euro, un dato che ne fa il primo distributore assoluto». Anche, ma non solo, grazie ai due exploit prodotti da Checco Zalone: per un totale di 96 milioni di euro. E ancora deve uscire “Quo vado?”, atteso in oltre 1.500 schermi dal 1° gennaio. Quanto alla ripartizione dei soldi investiti, il cinema italiano ha potuto contare su 1 miliardo di euro, a fronte dei 545 milioni dirottati sui film stranieri.
Fin qui alcuni dei dati forniti da Letta. Certo, il 2015 non s’è dimostrato un anno fortunato per i film tricolori, e purtroppo, come ha segnalato Paolo Sorrentino qualche giorno fa a Berlino in occasione dei tre Oscar europei andati a “Youth – La giovinezza”, i premi, benché incoraggianti o prestigiosi, incidono scarsamente alla voce box-office. Anche per questo Medusa ha deciso di puntare su una linea editoriale concentrata su commedie di forte richiamo popolare e titoli internazionali ad alto tasso spettacolare. Insomma, poco cinema d’autore in senso stretto, anche perché alcuni registi negli ultimi anni hanno preferito approdare altrove, almeno temporaneamente, così almeno si augura Letta: da Paolo Virzì a Giuseppe Tornatore, da Gabriele Salvatores a Gabriele Muccino; al contrario largo a giovani registi e comici, alcuni dei quali debuttanti assoluti, assecondando una logica di “scoperta” che ha funzionato bene al botteghino, come nel caso di Maccio Capatonda o Frank Matano. Naturalmente Medusa, pur nella contrazione degli investimenti legata alla congiuntura, si tiene ben stretta alcuni nomi sicuri: Fabio De Luigi debutta alla regia con “Tiramisù”, Paolo Genovese ha appena finito di montare la commedia corale dai risvolti amarognoli “Perfetti sconosciuti”, mentre Fausto Brizzi sta dando gli ultimi ritocchi a “Forever Young”.
Sono una ventina i film che compongono il listino 2016, e se il prossimo Natale Medusa manderà nelle sale la nuova commedia di “Aldo, Giovanni e Giacomo” il cui titolo è ancora da precisare, tra i grandi nomi internazionali spicca quello di Steven Spielberg col suo nuovo e molto atteso “Il gigante gentile” tratto dal romanzo di Roald Dahl.
Intanto, aspettando “Quo vado?”, alla Casa del cinema sono passati tre trailer-sketch interpretati dal comico pugliese. Parecchio divertenti e tutti evasivi rispetto alla trama in buona misura top-secret. Una specie di tormentone politicamente scorretto, un gioco per creare curiosità e preparare l’evento con una risata gaglioffa.

Michele Anselmi

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One Response to “MEDUSA FESTEGGIA I SUOI PRIMI VENT’ANNI. MENO AUTORI E PIÙ COMICI, ASPETTANDO IL CICLONE ZALONE”
  1. roberto.tarozzo ha detto:

    Valsecchi e Zalone ci danno un’importante lezione di marketing e di semplicità, sbaragliando di fatto le major “maccartiste” con la puzzetta sotto il naso e dai cachet miliardari. Zalone in particolare, senza esser “figlio d’arte” e senza voler scimmiottare cine panettoni rancidi dalle formule vetuste come i loro protagonisti, ha compreso che la sua comicità semplice e diretta è una formula irripetibile, unica. Il melting pot della sua fisionomia e del linguaggio vincono su tutto. Un meraviglio successo tutto Italiano del quale andare fieri. r|t

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