The Danish Girl, prove attoriali d’eccezione per una regia poco audace

Lo scorso anno, Eddie Redmayne aveva già dato prova della sua versatilità con l’interpretazione dello scienziato Stephen Hawking in La teoria del tutto, performance che gli valse un premio Oscar. Anche quest’anno è nella lista finale dell’Academy per il ruolo di Einar Wegener/Lili Elbe in The Danish Girl, firmato da Tom Hooper. Quello che colpisce in un attore come Redmayne è la capacità di aderire completamente al personaggio, la messa in scena di una trasformazione che passa per un lungo studio sia fisico che psicologico. Essere nella pelle dell’altro, appropriarsi della sua sensibilità, compatirlo nel senso etimologico di “soffrire, sopportare con l’altro”. Un esercizio d’amore e di passione che connota la professionalità di Eddie Redmayne e il personaggio di Gerda Wegener (interpretato da Alicia Vikander), i due principali motivi che rendono The Danish Girl un film degno di nota.

Danimarca,1926. Einar Wegener, sposato con Gerda Wegener, è un apprezzato pittore di paesaggi. Anche Gerda è una pittrice, ritrattista, in cerca di eguagliare la sua fama a quella del marito. La loro vita scorre tranquilla tra tele, sfumature di colori e vernissage, fino al momento in cui Gerda chiede a Einar di posare per lei con un abito femminile. Il marito assecondando la volontà della moglie, indossati un paio di collant, per la prima volta fa aderire al suo corpo un vestito da donna. Quel tessuto morbido e setoso, i merletti, gli sbalzi di stoffa sulle sue gambe, diventano una calamita per il nucleo del suo sé più profondo. Einar inizia a consapevolizzare il suo essere femminile. Gerda pensa sia solo un gioco e incoraggia Einar a dare forma a Lili, il suo alter ego femminile. Lili diventa la musa ispiratrice di Gerda, la ritrae nelle sue opere, ne disegna i dettagli, rafforzando i contorni di una presenza sempre più ingombrante nella vita di coppia. Einer è Lili, una trasformazione ormai irreversibile, tanto da tentare coraggiosamente il primo intervento chirurgico per la conferma di genere. Einer vuole a tutti i costi essere donna e vivere in un corpo femminile. Lili Elbe si approccia così alla sua nuova vita e nella sua tragica e commovente esistenza ha sempre potuto contare sulla presenza di Gerda, donna capace di un amore che trascende l’amor proprio e passa attraverso la capacità di accogliere l’altro.

Perdere la persona che si ama profondamente, accettare l’incognita del cambiamento e ritrovarsi, nella trasformazione, legati da un rinnovato amore. The Danish Girl è principalmente una straordinaria storia d’amore che si innesta nella vicenda del primo uomo transgender sottoposto a operazione chirurgica. La regia di Tom Hooper non è alla sua massima espressione, ma l’accuratezza nell’interpretazione dei personaggi riesce ugualmente a trainare l’intero film. La narrazione si sussegue in un vortice di scene e stati d’animo, pur rimanendo spesso in superficie: un tormento così profondo come quello di sentirsi in gabbia nel proprio corpo non può essere trattato solo attraverso una carrellata di situazioni. Se alla bravura degli attori si fosse aggiunta una scrittura meno romanzata e una regia più audace, The Danish Girl avrebbe tenuto testa alle aspettative che hanno preceduto la sua uscita nelle sale.

Chiara Pascali

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