MONTEDORO. UN FILM SULL’ANIMA DI CRACO, CITTÀ FANTASMA DELLA BASILICATA

Il paese fantasma Craco e l’attrice Pia Marie Ann sono i protagonisti di Montedoro, primo lungometraggio del lucano Antonello Faretta. Nel paesaggio naturalmente splendido della Basilicata, Pia viene catapultata nel passato, mentre va alla ricerca della propria madre e della propria identità. Montedoro è cinema sperimentale, che prende esempio da Rossellini e Kiarostami (che ha incensato molto il film) e mette in pratica una lezione imparata dalla cinematografica sperimentale dello “slow movie”, il cosiddetto cinema contemplativo, in cui la narrazione cessa quasi d’esistere o per lo meno dilata i tempi, schiacciata com’è dalla potenza visiva dei luoghi, in questo caso Craco e i suoi misteriosi abitanti che fanno da ciceroni a Pia.

Ciò che viene contemplato è questo paesino in cima a un colle d’argilla isolato e abbandonato. Nel tentativo di raccontare la vera storia di Pia Marie Ann, partita negli anni Cinquanta per l’America, la ricostruzione dei fatti viene affidata a visioni e filmati d’epoca in Super 8 – per quanto riguarda gli USA – più che a una vera e propria narrazione. Motivo per il quale Montedoro, oltre a collocarsi nella nicchia complessa e per niente commerciale del cinema sperimentale, si ritrova come la sua protagonista a dover fare i conti anche con il racconto di un privato. Si ha l’impressione che Faretta parli delle sue origini e con sé stesso e che, nel voler trasmettere l’anima del luogo e della sua essenza inafferrabile e fantasmagorica, una compattezza narrativa venga leggermente a mancare per forza di cose.

Gli interpreti sono intensi, a partire da Marie Ann e Joe Capalbo (Cassio in La passione di Cristo), e si mescolano tre diverse lingue: quella americana, l’italiano e il dialetto lucano. Nonostante la natura in bilico fra naturalismo e docufiction di Montedoro, l’impianto recitativo impostato e enfatico sembra più provenire dal teatro. Forse per questo ricorda anche i numerosi intenti di Pasolini di immergere storie leggendarie e bibliche, dotate quindi di un intrinseco lirismo, ambientate in luoghi dell’Italia popolare e rurale, dove i protagonisti sono i popolani del posto con i loro volti vissuti e peculiari. Distribuito da Noeltan, nelle sale da oggi 15 aprile.

Furio Spinosi

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