NETFLIX E MUBI. NEL PANORAMA DELLO STREAMING ON DEMAND C’È L’IMBARAZZO DELLA SCELTA

Ormai le piattaforme per vedere i film e le serie on demand a casa non sono più una novità. C’è molta scelta e i prezzi sono davvero adatti a qualsiasi tasca. Dal 2008 sono disponibili due principali siti, Netflix e Mubi, che andremo ad illustrare dopo l’uso massiccio fatto per un anno. Netflix è stato lanciato in Italia nell’ottobre del 2015 e, come ormai tutti sapranno, il suo catalogo di serie e film – consultabile anche dalla rispettiva app mobile – è molto vasto. Avviso per i palati più ricercati ed esigenti: non tutti i film sono disponibili (specie se europei). Parentesi doverosa, Netflix offre una scelta ampia sul panorama del documentario. L’obbiettivo di mercato di quello che possiamo, senza alcun dubbio, definire un nuovo colosso è quello di far abbonare 1 famiglia su 3 entro sei anni. Alla luce di ciò speriamo che il catalogo diventi sempre più fornito e con meno limitazioni di tipo geografico e distributivo. A tutt’oggi, a differenza delle serie originali di Netflix, Sky rimane il network che detiene gran parte dei diritti distributivi in Italia. D’altro canto ci sono tante di quelle serie di qualità e di esclusiva produzione e distribuzione da parte di Netflix – le più famose House of Cards e Orange is the New Black – che sono in sostanza il fiore all’occhiello di un sito che vuole indubbiamente distinguersi da un semplice network televisivo online. La consultazione del catalogo è laboriosa, ma non impossibile, e se si gode di quella mole impressionante di contenuti che passano in convento pur avendo qualche mancanza, come dicevamo, non ci si può affatto lamentare.

Mubi.com, ottima alternativa per chi è appassionato o studioso di cinema, ha dalla sua un catalogo, per quanto limitato e contraddistinto da un funzionamento “a scalare” decisamente insolito (ogni giorno scompare un film e ne compare uno nuovo nella sua lista di 30), con una offerta di titoli che spaziano dal classico cult hollywoodiano al titolo più indie e autoriale europeo, orientale o brasiliano, come il recente romanzo sociale e di formazione Casa grande di Fellipe Barbosa. La particolarità di Mubi è questa: un campionario di scelte estremamente indie e internazionali (ci sono film francesi, tedeschi, sudamericani, canadesi, egiziani, indiani…) e il prezzo – 4.99 €. Certo è che deve migliorare il servizio per quanto riguarda i sottotitoli italiani – che sono presenti, seppur in piccola parte. Il dono di Mubi è una finestra molto ampia e affascinante sulla cinematografia mondiale, data dalla mancanza del filtro opprimente della distribuzione filo-americana. Forse per questo motivo è riuscito ad arrivare persino in Cina, dove Netflix ancora è oscurato. Similmente a Netflix, anche Mubi ha la sua ottima versione di applicazione mobile e con una certa periodicità propone delle distribuzioni esclusive ed originali, come ad esempio Junun, il docu musical di Paul Thomas Anderson.

In definitiva, se si hanno gusti di nicchia e si preferisce il cinema indie alle serie tv o viceversa, non è affatto difficile scegliere a quale delle due piattaforme abbonarsi. Ormai siamo in un’epoca dove c’è realmente l’imbarazzo della scelta e, di questo passo, la pirateria rimarrà un fenomeno decisamente marginale, anche se sempre difficoltoso da debellare.

Furio Spinosi

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