MEDUSA DA RECORD GRAZIE A ZALONE E GENOVESE (TORNANO A FINE 2017). PAROLA D’ORDINE? «DIVERTIRE»

L’angolo di Michele Anselmi | Scritto per Cinemonitor

Lo slogan scelto da Giampaolo Letta, amministratore delegato di Medusa, è questo: «Il cinema per noi non ha segreti». Suona alquanto ambizioso, ma in realtà c’è un risvolto scherzoso, nel senso che il riferimento ai segreti di “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese, campione di incassi con i suoi 17 milioni di euro, si concretizzerà in una scena del film ridoppiata ad hoc per strizzare amichevolmente l’occhio agli esercenti, in vista delle Giornate professionali del cinema di Riccione (5-8 luglio).
Lunedì sarà la volta di Raicinema, ma intanto Medusa ha voluto presentare alla stampa il listino 2016-2017, forte di un primato che si deve in buona misura al trionfo-record da 65 e passa milioni di “Quo vado?”. Nessuno lo nasconde. In ogni caso, la società legata a Mediaset nei primi sei mesi del 2016 ha raggiunto una quota di mercato del 22.2 per cento, superando le major hollywoodiane, con un valore equivalente di oltre 101 milioni di euro. Da settembre si ricomincia, e vai a sapere se Medusa manterrà il primato assoluto, ma al quartier generale di Viale Aventino spira un’atmosfera promettente, di cauto ottimismo.
Sono passati gli anni duri dei risparmi e dei tagli (specie tra 2012 e 2013), si è ricominciato a investire una trentina di milioni all’anno sul cinema italiano, solo alla voce produzione, anche sulla base di una “linea editoriale” che procede per colpi sicuri, quasi tutti virati sui temi della commedia. «Divertente» è infatti l’aggettivo che Letta, affiancato dal presidente Carlo Rossella, spende più volentieri presentando il menù con qualche assaggio video. Sono una quindicina, più aggiunte da precisare, i film che Medusa distribuirà da qui a fine 2017; e naturalmente tutti vorrebbero sapere qualcosa sul “nuovo” Zalone, previsto nelle sale, in migliaia di copie, per quel Natale. La coppia Nunziante & Zalone sta mettendo a punto qualche idea sulla storia, ma non c’è nulla di scritto per ora, se non che sarà di nuovo Pietro Valsecchi di Taodue a produrre la commedia insieme a Medusa. Per la seconda metà del 2017 sarà pronto anche il nuovo film di Paolo Genovese, che, per fortuna, non sarà un clone o un seguito di “Perfetti deepwater horizonsconosciuti”, anche perché il cineasta romano, onusto di gloria, incassi e premi, preferisce mettere a punto con cura il progetto comunque corale. Vale anche per Ficarra & Picone, il cui nuovo film, ancora senza titolo, dovrebbe essere pronto per aprile del prossimo anno.
Ma per il resto del listino ci sono nomi e cognomi. Tre film stranieri di forte impatto popolare, e cioè “Il grande gigante gentile” di Steven Spielberg, “Deepwater Horizon” di Peter Berg e “Fuck You Prof! 2” di Bora Dagtekin; più una decina di italiani, variamente congegnati, ma tutti nel segno del sorriso o della risata, con l’eccezione del tosto “Indivisibili” di Edoardo De Angelis, una storia di gemelle siamesi ambientata al Sud, per il quale Letta spera in un affaccio veneziano. Gli altri titoli tricolori? Eccone alcuni. “Quel bravo ragazzo” di Enrico Lando che promuove a protagonista, in chiave di buffa mafia-story, il comico Herbert Ballerina; “I babysitter” di Giovanni Bognetti con Francesco Mandelli e Paolo Ruffini; “Non si ruba in casa dei ladri” dei fratelli Vanzina con Vincenzo Salemme e Massimo Ghini (si parla alla lontana di “Mafia Capitale”); “Omicidio all’italiana” (ex “Chi l’acciso?”) di e con Maccio Capotonda, “Riccardo va all’inferno” di Roberta Torre ispirato a Shakespeare; soprattutto “Fuga da Reuma Park” di Aldo, Giovanni & Giacomo per questo Natale, a celebrare la 25ª cine-candelina del trio con una farsa surreale sulla vecchiaia ambientata in uno strano ospizio-lunapark.
Non poteva mancare il remake di un successo straniero, secondo una consolidata tradizione inaugurata da “Benvenuti al Sud”: trattasi di “Mamma o papà” di Riccardo Milani, starring l’inedita coppia Paola Cortellesi-Antonio Albanese, versione nostrana del francese “Papa ou Maman” di Martin Bourbolon.
«Un listino nella tradizione di Medusa, che offre varietà di generi, focalizzato sul cinema italiano, ma con importanti innesti stranieri»: così riassume Giampaolo Letta. E ricorda con un certo orgoglio che, in riferimento al periodo tra dicembre 2015 e giugno 2016, ben sette film della ditta compaiono tra gli incassi sopra 1 milione di euro (“Quo vado?” e “Perfetti sconosciuti” stanno al primo e terzo posto, in mezzo “Stars Wars – Il Risveglio”).
Naturalmente, dopo “La grande bellezza” e “Youth – La giovinezza”, si confida in un ritorno a Medusa di Paolo Sorrentino, ora impegnato nella miniserie tv “The Young Pope”, anche se Letta non sa fornire dettagli in merito. Alcuni registi di un certo nome negli ultimi anni hanno preferito approdare a Raicinema, almeno temporaneamente: da Paolo Virzì a Giuseppe Tornatore, da Gabriele Salvatores a Gabriele Muccino. Ma è anche vero che l’esodo ha permesso la scoperta di giovani registi e nuovi comici, alcuni dei quali debuttanti assoluti, dentro una logica di “scommessa” perlopiù pagante al botteghino.

Michele Anselmi

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