Cinema ritrovato. Sorpassi e rivoluzioni: Piazza maggiore celebra Risi e Brando

Il clacson a trombetta di Il sorpasso, la doppia faccia del colonnello Kurtz in Apocalypse Now: due tracce indelebili della storia del cinema. Bologna ha rilanciato queste e altre 400 pellicole restaurate, proiettate nella settimana dal 24 giugno al 2 luglio, giorno e notte, e intervallate da colloqui pubblici con ospiti del calibro dei fratelli Dardenne. Lo schermo di Piazza Maggiore, che sembrava sfiorare in altezza la seconda fascia della Basilica di San Petronio, ha popolato le notti del “Cinema Ritrovato”, il festival della Cineteca di Bologna, che quest’anno festeggiava i trenta.
Cent’anni fa, invece, nasceva Dino Risi: è in suo onore che il 21 giugno Bologna ha proiettato Il sorpasso ed esibito un’Aurelia B24, come quella che Vittorio Gassman guidava nel ferragosto del ’62. Il film, diretto da Risi e scritto da Ettore Scola, non voleva né Gassman né Trintignant come protagonisti, ma Alberto Sordi e un altro francese (quest’ultimo per ragioni di coproduzione). Risi accettò Gassman perché Sordi era vincolato a De Laurentiis, e Trintignant perché assomigliava alla controfigura, quella che aveva girato le prime scene dell’Aurelia nella Roma deserta. La fine della storia, la caduta, lo schianto, e la gente che non ha nemmeno il coraggio di sollevare l’auto riversa: tutto questo fu scelto da Risi, che vinse fortunatamente la scommessa col produttore Cecchi Gori (se c’è il sole, il finale sarà tragico).
Anche un attore come Marlon Brando non era stato incoraggiato a recitare in una delle sue performance più ricordate, in Il padrino. Per assegnare a lui la parte, Francis Ford Coppola si era messo contro i produttori della Paramount, e aveva persino simulato uno svenimento. Non ci si fidava di Brando: da tempo l’attore era in declino e la sua scarsa disciplina in sede di riprese spaventava i produttori, che gli fecero firmare un contratto di risarcimento danni eventuali e lo ingaggiarono per pochi spiccioli. Il successo fu tale che da quel momento Brando non pregò più nessuno di dargli una parte.
Marlon Brando è un altro “festeggiato” del Cinema Ritrovato di Bologna. Dalle scene di Il selvaggio, in cui la bellezza e lo sguardo bastarono a consacrarlo come mito di una generazione, ad Apocalypse Now, film che lo serba per due ore e lo svela negli ultimi venti minuti, disumano, colossale, alterato nel viso e nella voce. Restaurato per volere di Scorsese e Spielberg dal 35 mm al 4k, One-Eyed Jacks è l’unico film scritto e girato da Marlon Brando e che lo contiene tutto – come dice Gianluca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna. Un occhio di riguardo nel Festival più acclamato di Bologna, quindi, all’attore che “non sapeva dire grazie”, perché “nessuno gliel’aveva insegnato”, come dice Kathie Bleeker in Il selvaggio, rivolgendosi a Johnny/Marlon.

Marta De Nitto Personé

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