Mr Cobbler e la bottega magica. La favola dello “scarparo” di Lower East Side

Ambientato nel quartiere ebraico di Lower East Side di New York, Mr Cobbler e la bottega magica di Tom McCarthy, già Premio Oscar per Il caso Spotlight, è, secondo le intenzioni degli autori, una favola moderna: sulla famiglia, l’abilità creativa, la responsabilità sociale e i superpoteri. Una dramedy: una favola divertente e dark per la precisione. Nonostante il cast d’eccezione (Adam Sandler, Dustin Hoffman, Steve Buscemi, Dan Stevens ed Ellen Barkin per citare solo i più importanti), gli effetti speciali supervisionati da Jake Braver, la fotografia ricercata, almeno nella prima parte, il film è scialbo e affronta i nobili e letterari temi sull’identità e le maschere, sull’immedesimazione nella vita di altre persone in maniera approssimativa e superficiale senza creare empatia ed emozionare lo spettatore.

Nella storia di Max Simkin, un calzolaio quarantenne che ripara le suole nel negozio di proprietà di famiglia, da ben quattro generazioni, la scoperta di un cimelio porta uno scompiglio non da poco. Si tratta di una vecchia, ma magica macchina per la cucitura delle suole: chi indossa le scarpe cucite con quella macchina si trasforma improvvisamente nella persona proprietaria delle scarpe. E così dopo lo stupore iniziale dello “scarparo”, che magicamente, indossando le suole di un malavitoso assume la sua identità e sembianze, inizia il suo gioco “perverso” trasformandosi di volta in volta nei suoi clienti. Max Simkin è, come i personaggi romanzati da Pirandello, uno nessuno e centomila: inizialmente sfrutta il dono magico della macchina per divertirsi, poi in ossequio alla sua religione (e nel film sono molti i richiami all’ebraismo) lo utilizza per risanare e per purificare il suo quartiere dalla malavita facendo prevalere il bene sul male. E la favola, quasi meta-cinema, nata dalla riflessione degli autori sull’espressione “to walk a mile in another man’s shoes”, si conclude con l’inevitabile happy-end. L’aiutante-barbiere Jimmy, interpretato da Steve Buscemi, è in realtà il padre del protagonista-eroe del quartiere, scomparso misteriosamente molti anni prima, che si svela al figlio per raccontargli tutti i misteri del negozio e la sua eredità, nonché la sua vera identità.

Alessandra Alfonsi

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