OTRANTO FILM FUND FESTIVAL: “Sole alto” vince l’Adriatic Ionian Movie

Si è chiusa ieri l’ottava edizione dell’Otranto Film Fund Festival diretta da Luciano Schito e organizzata dal Comune di Otranto con il sostegno della Fondazione Apulia Film Commission e l’Istituto di Culture Mediterranee. La giuria, presieduta da Stefania Rocca e composta da Alessandra Acciai, Luca Lionello, Giorgio Magliulo, Edoardo Winspeare, ha assegnato l’ADRIATIC IONIAN MOVIE a Sole alto (Croazia, Slovenia, Serbia, 2015) di Dalibor Matanic, con la seguente motivazione: “Per la sorprendente ed emozionante intensità del racconto che attraverso uno stile originale e perfetto, dove: macchina da presa, luoghi geografici, suono, silenzio e recitazione degli interpreti si fondono in una sinfonia che arriva dritta al cuore dello spettatore lasciandogli dentro un monito. È proprio quel cuore umano l’unico responsabile del bene o del male dell’amore o dell’odio, della compassione o della crudeltà e mai come in questo momento storico dobbiamo farne tesoro.”
Sole alto racconta l’amore tra un ragazzo croato e una ragazza serba. Un amore che il regista, Dalibor Matanić, moltiplica per tre volte nell’arco di tre decenni consecutivi: stessi attori ma coppie diverse, dentro il cuore avvelenato di due villaggi balcanici. Il 1991 e l’ombra scura della guerra. Il 2001 e le cicatrici che devastano l’anima. Il 2011 e la possibile (impervia) rinascita. Un intenso lungometraggio che ha già folgorato nel 2015 la giuria di Cannes vincendo la sezione Un Certain Regard.
Un riconoscimento quello della giuria della kermesse salentina che sposa in pieno lo spirito dell’Otranto Film Festival. Lo scorso 15 settembre infatti, durante la serata d’apertura della manifestazione, il primo cortometraggio a essere proiettato è stato Babbo Natale di Alessandro Valenti (prodotto da Saietta film in partnership con la Fondazione Emmanuel), vincitore del Premio MigrArti alla 73esima Mostra internazionale del Cinema di Venezia. Il regista, presentando il suo lavoro, ha ribadito la volontà di fare del cinema un’alternativa ai muri tra le Nazioni.
Il Film Festival di Otranto ha seguito questa linea facendosi promotore della produzione cinematografica all’interno della macro regione Adriatico-Ionica, con quest’obiettivo è stato firmato, durante le giornate dell’evento, un protocollo nell’ambito del progetto di cooperazione IPA AdriaWealth e una sottoscrizione di un Protocollo d’intesa per la creazione di un Network dell’Audiovisivo dell’Adriatico al fine di sostenere, in una prospettiva d’integrazione europea, il consolidamento del sistema produttivo e distributivo comune tra le cinematografie della Regione Adriatico Ionica con un’apertura verso l’area balcanica per rendere più competitivi i territori, valorizzare la progettualità, attrarre nuovi investimenti in un settore strategico per lo sviluppo dell’area.
In quest’ottica, oltre al principale riconoscimento andato a Sole alto, la giuria dei critici
composta da Luigi Abiusi, Luca Bandirali, Massimo Causo, Anton Giulio Mancino ha assegnato il Premio della critica a Krom (Albania, 2015) di Bujar Alimani, storia di formazione che lega una donna ribelle a un ragazzo nel suo percorso di crescita personale.
Il Premio Unisalento 2016 è stato, invece, assegnato dalla giuria, composta da studenti selezionati dal corso di Laurea di Cinema, Fotografia, Televisione, Scienze della Comunicazione, Università del Salento, a Smac (Grecia, 2015) di Elias Demetriou, per la capacità di rendere l’economicità di alcuni rapporti interpersonali, in cui entrambi gli individui coinvolti traggono un reciproco vantaggio.
Non essere cattivo (Italia, 2015) di Claudio Caligari con il Premio speciale delle giurie allunga la lista dei riconoscimenti già ottenuti nel corso dell’anno. Bilancio dunque complessivamente positivo per quest’edizione dell’Otranto Film Fund Festival, che diventa un punto di riferimento importante per i racconti cinematografici dei popoli del Mediterraneo e di coloro che nel Mediterraneo intravedono la loro unica speranza di una vita migliore.

Chiara Pascali

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