LA RONDA DEL PIACERE DELLE DUE QUARANTENNI IN CRISI. PIÙ POCHADE CHE COMMEDIA “QUALCOSA DI NUOVO” (COMENCINI)

L’angolo di Michele Anselmi | Scritto per Cinemonitor

Cristina Comencini fa prendere aria alla sua commedia “La scena”, anzi la “spettina” (parole sue), nel senso di movimentarne le situazioni, ventilandole un po’ sul filo di una farsesca guerra dei sessi con qualche ambizione di profondità. Cambia il titolo, che diventa “Qualcosa di nuovo”; cambiano le due attrici protagoniste, sul palcoscenico Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti, al cinema Paola Cortellesi e Micaela Ramazzotti, e pure il ragazzotto oggetto del desiderio, non più Stefano Annoni ma Eduardo Valdarnini. Però, avverte la regista-scrittrice, rimane invariato il senso della pièce, sintetizzato così: «Mi piace che le persone si possano incontrare senza progetti o schermi definiti. La storia nasce da un incontro casuale, la vita può essere anche così». Sarà.
“Qualcosa di nuovo” maneggia un equivoco da pochade che più classico non si può. Due donne quarantenni, amiche per la pelle ma all’opposto per abitudini nell’approccio al genere maschile, si ritrovano a condividere, senza saperlo, lo stesso ometto: ossia Luca, un ventenne scapigliato e vitale, dotato di scalciante testosterone, che mal sopporta la madre rompiscatole ma molto apprezza le grazie delle due signore che potrebbero essere sue zie.
Come sia finito nei loro letti è presto detto. Maria, solare e incasinata, da tempo single con due figli, rimorchia volentieri uomini più giovani perché adora il sesso rapace, pure per non sentirsi sola. Lucia, castana e “spadona”, single per scelta dopo essere stata mollata dal marito sassofonista, non vuole proprio sentir parlare di relazioni. Infatti – è una cantante jazz di un certo successo – apre i suoi spettacoli con il classico di Fred Buscaglione “Donna di nessuno”. Il caso vuole che, dopo una notte bollente con Maria intinta nella sbornia, Luca giri nudo per casa proprio mentre Lucia sta aspettando l’amica scesa per comprare dei cornetti. Il fanciullo pensa di essersela spassata con la signora, certo diversa da come la ricordava, e il gioco delle parti prende il via. Cedendo alla corte di Luca, l’algida jazzista ci prende gusto e riscopre i piacere della carne, anzi “il linguaggio del corpo”; mentre Maria, decisa a dare una svolta alla sua vita, prova a intrattenere un rapporto amichevole col giovanotto, senza riuscirci più di tanto, e comunque all’oscuro di quanto sta facendo alle sue spalle l’amica del cuore. Si annunciano esiti inattesi.
Il tono generale è frizzante, anzi birichino, con tanta musica allegrotta spalmata su tutto, facce e faccette, imbarazzi e inciampi, battutine maliziose e contorcimenti buffi. Solo dopo un’ora di film (su circa 90 minuti) fa capolino un palpito da commedia amarognola, ma dura poco, perché subito si torna a scherzare sul tema.
Cristina Comencini confessa di essersi ispirata a film come “Harold e Maude” di Hal Ashby, insomma a un certo cinema inglese pazzerello e irriverente; ma “Qualcosa di nuovo” va sul sicuro, senza particolari scarti di stile e digressioni audaci, puntando tutto sull’alchimia tra le due attrici protagoniste, le quali un po’ attingono al repertorio consolidato e un po’ partecipano al gioco drammaturgico (specie Cortellesi che firma il copione con la regista e Giulia Calenda).
La morale? Maria e Lucia incarnano due facce di una certa femminilità quarantenne, e cioè il disordine esuberante che maschera l’irresolutezza esistenziale e l’ordine esibito che nasconde il caos interiore. Naturalmente l’idea è di sorriderne per raccontare come sia arduo tenere tutto sotto controllo di fronte all’irrompere del Caso, insomma dello sbarbatello in fondo non così immaturo. La leggerezza evocata rasenta volentieri l’inconsistenza: ma si potrà dire?
PS. Nelle sale dal 13 ottobre con Raicinema, che produce con Cattleya e il sostegno del Monte dei Paschi di Siena. Il film citato in una scena, solo attraverso il sonoro, è “Il più bel giorno della mia vita”, sempre di Comencini.

Michele Anselmi

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