Piratati 6 film su 10 dopo l’uscita

Questo inquietante titolo non è mio, ma del Sole24Ore del 27 ottobre 2016. E rivela una realtà che solo in Italia è possibile. Non è noto nessun altro paese al mondo, neppure il più sperduto, dove la pirateria la faccia così impunemente da padrone. Dovremmo imparare dall’America, che quando ha sentore di film piratati manda addirittura l’FBI. È accaduto quando ha paracadutato una squadra di agenti ad Auckland in Nuova Zelanda per arrestare Kim Dotcom, il re del downloading. E ha provveduto a chiudere la catena dei suoi siti, da Megavideo a Megaupload.

Vediamo i dati che ci riguardano. Per proteggere il diritto d’autore (se tutti piratassero, nessuno produrrebbe più alcunché e sarebbe la fine non tanto del diritto d’autore, ma di ogni opera d’ingegno), l’Italia si è dotata di un regolamento Agcom, che per quanto rigoroso viene quotidianamente aggirato. Dicono i responsabili Fapav (Federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi e multimediali) che invece di diminuire la pirateria “continua paradossalmente ad aumentare. Ed è un fenomeno al quale si sta aggiungendo un altro filone, quello della serialità”. È vero: non conosco quasi nessuno che per vedere le serie made in Usa sia disposto a pagare. Vedi il caso di Netflix, che in Italia stenta a decollare.

Stando alle rilevazioni Fapav, quasi il 58% dei titoli è disponibile illegalmente in rete e il numero quotidiano delle visioni illecite è persino superiore alla somma delle visioni sia in sala che in formato digitale: 1.239.000 contro 1.035.000. La perdita dei ricavi su base annua è stimata attorno ai 500 milioni di euro. Una cifra con cui si potrebbe produrre qualche centinaia di film! La domanda che ne consegue è che fare? Intanto occorrerebbe spiegare, soprattutto ai più giovani, che l’atto di piratare è come se gli venisse rubato il motorino. Una volta sottratto, restano a piedi. Poi bisognerebbe intervenire sui provider, i quali sono indirettamente complici, perché invece di stoppare i pirati li proteggono in quanto ci guadagnano dal traffico. Ma soprattutto bisognerebbe affermare il principio che le leggi vanno rispettate. Tutte. Anche quelle che possono non piacere.

Roberto Faenza

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