OSCAR 2017: GAFFE A PARTE, ALLA FINE S’IMPONE “MOONLIGHT”. CASEY AFFLECK CE LA FA, “FUOCOAMMARE” RESTA FUORI

L’angolo di Michele Anselmi | Scritto per Cinemonitor

Be’, una serata degli Oscar più incasinata di questa era difficile da immaginare. Quasi quasi viene da rivalutare i David di Donatello. La gaffe di Warren Beatty e Faye Dunaway ha del grottesco, come l’espressione tra l’incredulo e il rincoglionito del primo e la faccia plasticosa e inespressiva della seconda, mentre il palco si anima (“Non è uno scherzo, non è uno scherzo!”) nel tentativo di mettere una pezza al disastro in mondovisione. La colpa è certo degli organizzatori, che hanno consegnato la busta sbagliata. Ma nell’aprirla, i due vegliardi, che furono travolgenti all’epoca di “Gangster Story”, si sarebbero dovuti subito accorgere dell’errore, invece hanno tirato diritto come se nulla fosse…
Alla fine ha vinto “Moonlight” di Barry Jenkins come miglior film, anche se “La La Land” di Daniel Chazelle si porta a casa il grosso delle statuette (6), incluse quelle per la regia e per la migliore attrice protagonista, Emma Stone. Casey Affleck si aggiudica, un po’ a sorpresa, l’Oscar come migliore attore per “Manchester by the Sea”, e se lo merita, perché è davvero bravo, nonostante il doppiaggio italiano che rovina alquanto il suo tumefatto personaggio di idraulico proletario con una colpa da espiare. “Manchester by the Sea” sta crescendo negli incassi italiani, grazie a un passa parola positivo che sta funzionando.
“Moonlight”, dopo l’applaudita anteprima alla Festa del cinema di Roma, invece non l’ha visto quasi nessuno in Italia: 279 mila euro in tutto. Anche perché, a parere di chi scrive, non è il grande film di cui molto parlano. Ma probabilmente nel primo anno di Trump alla Casa Bianca una tenera/vibrante storia di neri, gay, machismo, droga e marginalità a Miami ci stava bene e andava comunque premiata. L’Oscar principale suona eccessivo, ma serve forse a qualcosa fare le pulci al voto della giuria sovrana? Quanto a “Fuocoammare” del nostro Gianfranco Rosi, il documentario creativo italiano alla fine è stato sconfitto da “OJ Simpson: Made in America”, nonostante i buoni uffici di Meryl Streep. Dispiace, s’intende, ma era in buona misura prevedibile.

Ecco tutti i premi dell’89ma edizione degli Oscar:

MIGLIOR FILM: Moonlight

MIGLIOR REGIA: Damien Chazelle (La La Land)

MIGLIOR ATTORE: Casey Affleck (Manchester by the sea)

MIGLIOR ATTRICE: Emma Stone (La La Land)

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA: Mahershala Ali (Moonlight)

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA: Viola Davis (Barriere)

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE: Manchester by the sea

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE: Moonlight

MIGLIOR FILM STRANIERO: Il cliente (Iran)

MIGLIOR FILM ANIMAZIONE: Zootropolis

MIGLIOR FOTOGRAFIA: La La Land

MIGLIOR SCENOGRAFIA: La La Land

MIGLIOR MONTAGGIO: La battaglia di Hacksaw Ridge

MIGLIOR COLONNA SONORA: La La Land

MIGLIOR CANZONE: City of Stars (La La Land)

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI: Il libro della giungla

MIGLIOR SONORO: La battaglia di Hacksaw Ridge

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO: Arrival

MIGLIOR COSTUMI: Animali Fantastici e dove trovarli

MIGLIOR TRUCCO: Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher Nelson (Suicide Squad)

MIGLIOR DOCUMENTARIO: O.J.: Made in America

MIGLIOR CORTO DOCUMENTARIO: The White Helmets

MIGLIOR CORTO: Sing

MIGLIOR CORTO D’ANIMAZIONE: Piper.

Lascia un commento