LA VERITÀ? INUTILE PERDER TEMPO COI FILM ITALIANI DI COMMEDIA

L’angolo di Michele Anselmi | Scritto per Cinemonitor

Avvertenza: questo non è uno sfogo umorale, uno sconforto dettato dall’età, un diktat critico-estetico. E mi guardo bene anche dal citare quell’asprigna frase di Jep Gambardella ormai diventata, purtroppo, d’uso comune. Però penso davvero che sia tempo perso – solo tempo perso – andare a vedere, per poi magari scriverne, le cine-commedie italiane che escono a ripetizione, cannibalizzandosi l’un l’altra senza costrutto, senza senso, senza ragione. Sono tutte mediamente brutte, avvilenti, mal recitate, prive di stile, tirate via, ricolme di musica inutile, alcune davvero orribili. Stamattina ne ho vista un’altra, “Classe Z”, di un regista che pure stimo, Guido Chiesa, il quale ha tutto il diritto di lavorare anche su commissione, forse non potendo più girare i film di una volta; e tuttavia dopo una mezz’oretta avevo solo voglia di andarmene, e la vedevo pure gratis all’anteprima per la stampa.
Il discorso vale, pari pari, per “Omicidio all’italiana”, “Gomorreide”, “Mamma o papà?”, “Questione di Karma”, “Beata ignoranza”, “La verità vi spiego sull’amore”, “Slam. Tutto per una ragazza”, “Non è un Paese per vecchi”, solo per citarne alcune recenti commedie e parodie più o meno da ridere. Qualcuno obietterà: “Non ti costringe nessuno a vederle, non romperci le scatole”. Vero: però, in un sussulto di scrupolo professionale, provo ancora a farmi incuriosire, a non generalizzare per partito preso, a cercare uno sprazzo di vitalità creativa dentro quei format ormai esausti, bolsi, ripetitivi perfino nel taglio dei manifesti. Tutto inutile. Ogni volta ci ricasco. Ben mi sta.

Michele Anselmi

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