PAOLO VIRZÌ FA IL BIS AI DAVID, “INDIVISIBILI” SI LECCA LE FERITE. LA CERIMONIA IN THE SKY GIÀ RIBATTEZZATA “LA PAZZA NOIA”

L’angolo di Michele Anselmi | Scritto per Cinemonitor

“La pazza gioia” alla fine s’è imposto come miglior film nella cerimonia dei David di Donatello 2017, la seconda targata Sky, già archiviata su Facebook – il copyright è di Marita Toniolo – come quella della “pazza noia”. In effetti una maratona interminabile, quasi tre ore tra prologo ed epilogo, a dimostrazione che queste premiazioni sono irredimibili. Comunque le cucini: con siparietti comico-cinefili o all’insegna del cine-patriottismo, con grinta giovanilistica o in salsa hollywoodiana, in smoking o scamiciata, targata Alfa Romeo o marchiata Mercedes.
“Vorrei che vi sentiste sommersi dalla mia gratitudine” ha sospirato alla platea osannante Roberto Benigni nel ricevere la statuetta alla carriera, subito dopo poetizzando alla sua maniera nel riferirsi al grande schermo “dove tutto si slarga e s’infinita”. Poco prima, però, l’attrice Eva Riccobono s’era lasciata sfuggire, come Massimo Boldi alcuni anni fa, un “Devid di Donatello”, detto all’inglese, con la e, a testimonianza che il ridicolo purtroppo s’annida dappertutto.
Per come s’era messa la serata, sembrava che il massimo premio toccasse a “Indivisibili” di Edoardo De Angelis, considerato da molti osservatori il più fresco della cinquina, fors’anche il più meritevole di risarcimento dopo la mancata designazione per l’Oscar da parte dell’Italia; invece, pur conquistando ben sei statuette, a partire da quelle per la migliore sceneggiatura originale, il miglior produttore, la migliore colonna sonora, la migliore attrice non protagonista, ha dovuto lasciare il passo al film di Virzì sulle due sciroccate di diversa estrazione sociale che scappano da una clinica psichiatrica per un’avventura “on the road” che cambierà entrambe.
Virzì ha portato a casa anche il David per la migliore regia, una doppietta che suona francamente eccessiva, comunque si giudichi il suo film, molto amato dalle donne; ma bisogna riconoscere che il cineasta livornese, di sicuro il migliore sul palco per verve e scioltezza, ha saputo ironizzare spiritosamente anche su se stesso evocando la famosa massima di Arbasino sulle tre fasi del successo: “giovane promessa, solito stronzo, venerato maestro”. È parso di capire che lui si collocasse, per ridere, al secondo gradino.
Una volta espulso “Indivisibili” dalla fascia alta dei David, tutto è andato suppergiù come previsto: Valeria Bruni Tedeschi migliore attrice protagonista sempre per “La pazza gioia”, e sarà meglio stendere un pietoso velo di silenzio sui ringraziamenti astrusi messi per iscritto e detti tra isteriche risatine chic nell’imbarazzo divertito degli astanti; Stefano Accorsi migliore attore protagonista per “Veloce come il vento” di Matteo Rovere; Marco Danieli migliore regista esordiente per il notevole e sfortunato “La ragazza del mondo”. Francamente pleonastico, per la serie “piove sul bagnato”, l’ennesimo David a Valerio Mastandrea, stavolta come miglior attore non protagonista per “Fiore” di Claudio Giovannesi. Mentre fa simpatia il premio andato al piccolo e teatrale “La stoffa dei sogni” di Gianfranco Cabiddu per la migliore sceneggiatura adattata, una categoria aggiunta quest’anno.
“Il cinema italiano non è mai stato così in salute” aveva azzardato Benigni in mattinata, parlando al Quirinale come “portavoce del partito del cinema… il Pci” (sorrisi). Possiamo illuderci che sia così, e certo Sky, impegnato in un costoso investimento non solo di marketing, ha fatto di tutto per consegnare, attraverso la cerimonia un po’ all’americana, un’immagine coesa, allegra e orgogliosa della cinematografia nazionale.
Alessandro Cattelan, chiamato a pilotare la serata su un registro brillante/birichino, è apparso in discreta forma, specie quando ha pizzicato il presidente dell’Anica Francesco Rutelli ( “L’idolo delle cougar”) e il ministro Dario Franceschini (“Un politico che ha fatto moltissimo per il cinema: 4 romanzi, nessuno dei quali è diventato un film”). La battuta gratuita su Pupi Avati invece se la poteva risparmiare, ma deve piacergli molto sfottere gli anziani: l’anno scorso se la prese col povero Gian Luigi Rondi, scomparso pochi mesi dopo.

Michele Anselmi

TUTTI I VINCITORI DEL DAVID DI DONATELLO

MIGLIOR FILM
La pazza gioia prodotto da Marco BELARDI per Lotus Production (una società di Leone Film Group) con Rai Cinema per la regia di Paolo VIRZÌ

MIGLIORE REGISTA
Paolo VIRZÌ per il film La pazza gioia

MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE
Marco DANIELI per il film La ragazza del mondo

MIGLIORE SCENEGGIATURA
Nicola GUAGLIANONE, Barbara PETRONIO, Edoardo DE ANGELIS per il film Indivisibili

MIGLIORE SCENEGGIATURA ADATTATA
Gianfranco CABIDDU, Ugo CHITI, Salvatore DE MOLA per il film La stoffa dei sogni

MIGLIORE PRODUTTORE
Attilio DE RAZZA, Pierpaolo VERGA per il film Indivisibili

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Valeria BRUNI TEDESCHI per il film La pazza gioia

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Stefano ACCORSI per il film Veloce come il vento

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Antonia TRUPPO per il film Indivisibili

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Valerio MASTANDREA per il film Fiore

MIGLIORE AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
Michele D’ATTANASIO per il film Veloce come il vento

MIGLIORE MUSICISTA
Enzo AVITABILE per il film Indivisibili

MIGLIORE CANZONE ORIGINALE
“ABBI PIETÀ DI NOI” musica, testi di Enzo AVITABILE interpretata da Enzo AVITABILE, Angela e Marianna FONTANA per il film Indivisibili

MIGLIORE SCENOGRAFO
Tonino ZERA per il film La pazza gioia

MIGLIORE COSTUMISTA
Massimo CANTINI PARRINI per il film Indivisibili

MIGLIOR TRUCCATORE
Luca MAZZOCCOLI per il film Veloce come il vento

MIGLIOR ACCONCIATORE
Daniela TARTARI per il film La pazza gioia

MIGLIORE MONTATORE
Gianni VEZZOSI per il film Veloce come il vento

MIGLIOR FONICO DI PRESA DIRETTA
Presa diretta: Angelo BONANNI – Microfonista: Diego DE SANTIS – Montaggio e Creazione suoni: Mirko PERRI – Mix: Michele MAZZUCCO per il film Veloce come il vento

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI VISIVI
Artea Film & Rain Rebel Alliance International Network per il film Veloce come il vento

MIGLIOR FILM DELL’UNIONE EUROPEA
Io, Daniel Blake, di Ken LOACH (Cinema)

MIGLIOR FILM STRANIERO
Animali notturni, di Tom FORD (Universal Pictures)

DAVID GIOVANI
In guerra per amore, di Pierfrancesco DILIBERTO

MIGLIOR DOCUMENTARIO DI LUNGOMETRAGGIO
Crazy for football, di Volfango DE BIASI

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
A casa mia, di Mario PIREDDA

DAVID SPECIALE ALLA CARRIERA
Roberto Benigni

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