‎Della mia mancata partecipazione al convegno di Milano: Autori e Artisti – Questo tempo è il nostro tempo

anac 360

Vi scrivo questo messaggio dalla biglietteria della Stazione Termini. Avrei preso il treno delle 11 per stare con voi, ma ho dovuto rinunciare per ragioni di buon senso legate al costo del biglietto: 220 euro solo andata. La retorica del Low Cost quando tutti si muovono diventa la certezza dell’High Cost. Se ti distrai e pensi che come quasi tutti i sabato mattina troverai posto a un prezzo normale avrai invece una sorpresa perché c’è il “ponte” e i prezzi lievitano in maniera sconsiderata. Questa che può sembrare una digressione inutile è lo spunto per riallaciarmi a quello di cui avrei parlato al vostro convegno.

Avrei voluto infatti riflettere più in generale sul rapporto che questo sistema ha con tutto ciò che non è programmato in anticipo e non è incanalato negli schemi del marketing. Non è anche questo il ruolo e l’essenza dell’autore? Faccio questa considerazione sopratutto in relazione a tutto quello che l’Anac ha fatto da un anno a questa parte, per evitare che la nuova legge sul cinema e l’audiovisivo prendesse quella direzione che poi purtroppo ha preso. Nel testo approvato a novembre si è scelta una linea che limita di fatto il ruolo degli autori e la creatività, stabilendo criteri di assegnazione automatica della quasi totalità delle risorse alle imprese. Dei 400 milioni del fondo di sostegno per il cinema e la tv i contributi selettivi cioè quelli indirizzati precipuamente alla creatività‎ e assegnati ai progetti (cioè al lavoro degli autori) si riducono alla fine a soli 32 milioni (l’8 % del totale) a causa di una serie di decurtazioni ingiustificate.

Lo sbilanciamento è palese. In ogni occasione l’Anac ha detto e scritto che questa impostazione contraddice il concetto di eccezione culturale sancito dall’Europa che invece è stato formulato proprio per sottrarre la cultura e in particolare il cinema alle logiche mercantili. Cultura e… trasporti sono invece ormai pienamente assoggettati ad esse. Gli autori, ma non solo loro, possono unitariamente lavorare non soltanto per rendere più consoni i prezzi dei biglietti ferroviari… ma sopratutto e più semplicemente per inserire almeno nei decreti attuativi di questa legge quegli elementi minimamente correttivi del testo primario a favore della creatività e a garanzia di una piena libertà di espressione e di linguaggio. Lo stiamo già cercando di fare con i critici, i giovani produttori, le industrie tecniche e i direttori dei festival.‎ Proviamoci con maggior forza tutti insieme.

Contrariamente a quanto avevo promesso a Elisabetta, della nostra “buona pratica”, l’iniziativa Cinema nelle biblioteche, che ha consentito a 21 autori di presentare le loro più recenti opere, rappresentative del cinema indipen‎dente, nelle biblioteche di quelle tante città laziali dove non esistono più le sale, ve ne parlerò un’altra volta, in particolare quando il prezzo del biglietto Roma-Milano sarà tornato ai normali 69 euro della tariffa base. Un saluto a tutti e a presto.

Francesco Ranieri Martinotti

Presidente dell’ A.N.A.C.
‎Roma, 22 aprile 2017

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