COME SONO BUONI I BIANCHI! LA SORPRESA “SCAPPA – GET OUT”. SATIRA HORROR SUL NEOSCHIAVISMO NELL’AMERICA POST OBAMA

L’angolo di Michele Anselmi | Scritto per Cinemonitor

Fu l’amico (di proiezioni) e critico Francesco Troiano, pochi giorni prima di morire all’improvviso, a raccomandarmi di vedere “Scappa – Get Out”. Ricordo ancora le sue parole: “Sarà una sorpresa”. Di sicuro tale è stata Stati Uniti, dove questo piccolo film d’esordio, costato meno di 5 milioni di dollari, ne ha incassati finora 173, che diventano 204 col resto del mondo. Chissà come andrà da noi, distribuisce la Universal. Io consiglio caldamente di vederlo. L’ha scritto e diretto il comico afro-americano Jordan Peele, classe 1979, newyorkese, il quale deve essersi divertito un mondo a partire da un evergreen come “Indovina chi viene a cena?” (lo davano proprio ieri sera su La7) per proporre una personale variazione sul tema, dai riflessi sulfurei e sarcastici, che pesca in una certa mitologia legata all’America post-Obama.
È una sorta di neo-schiavismo, in chiave di “Nero è bello”, quello che Peele suggerisce in un clima fosco e allarmante, un po’ da B-movie paranoico, ma senza rinunciare a toni di satira sociale politicamente scorretta. Bisogna dir poco della trama, per non rovinare la sorpresa allo spettatore.
Dunque. La bianca e progressista Rose porta il fidanzato nero Chris a conoscere i suoi genitori. Lui esiterebbe, anche perché la bella ragazza ha evitato con cura di menzionare il colore della pelle. “I miei non sono razzisti. Mio padre avrebbe votato Obama una terza volta se avesse potuto” rassicura lei. E tuttavia già nel viaggio verso la sontuosa villa immersa nel bosco un cervo investito dall’auto induce a una certa inquietudine. La conferma arriva una volta alla meta: sono tutti gentili con Chris, ma sottotraccia spira un’aria strana, vagamente minacciosa, anche i due domestici neri non la raccontano tutta…
Il regista confessa di essersi ispirato a “La notte dei morti viventi” di George Romero, ma non pensate a una storia di zombi. Però, tra cucchiaini usati per ipnotizzare e bisturi che spuntano fuori, c’è poco da stare tranquilli a casa Armitage…
Il film, avrete capito, ironizza su una certa idea feticistica della “negritudine”: i neri campioni nello sport, più dotati sessualmente dei bianchi, dal patrimonio genetico perfetto. Tutto questo mentre il povero Chris, pentitosi di non aver dato retta all’amico poliziotto, sente crescere una gran voglia di scappare da quel tempietto wasp dove tutti gli sorridono, lo blandiscono, lo studiano.
Levigato nella messa in scena, ben recitato, attento a non scivolare nel truculento alla resa dei conti, “Scappa – Get Out” è un film che orchestra la suspense con notevole intelligenza, anche con trovate visive non scontate. Daniel Kuluuya e Allison Williams sono i due fidanzatini, mentre Katherine Keener, volto noto agli estimatori del cinema indipendente americano, è la mamma psicoanalista: sorniona e osservatrice, strizzacervelli di nome e di fatto…

Michele Anselmi

Lascia un commento