SAN ZALONE NON FA IL MIRACOLO, TUTTO RINVIATO A GENNAIO 2019. IL LISTINO MEDUSA: DOPPIO GENOVESE, BOLDI A NATALE VS DE SICA

L’angolo di Michele Anselmi | Scritto per Cinemonitor

I fan di Checco Zalone dovranno attendere ancora. Incerto su dove andare dopo “Quo vado?”, il comico pugliese ha deciso di prendersi altro tempo per girare il suo nuovo film, sicché tutto rinviato al 1° gennaio 2019. Quel giorno uscirà, in migliaia di copie, l’opus n. 5 di Checco, il titolo neanche a parlarne, ma di sicuro sarà prodotta, come le precedenti, dalla Taodue di Pietro Valsecchi e distribuita da Medusa. Così annuncia Giampaolo Letta, amministratore delegato della società legata a Mediaset, presentando il listino 2017-2018: una dozzina di titoli, per lo più in chiave di commedia, con l’eccezione del musical atipico di Roberta Torre, quasi un shakespeariano “Riccardo III” trasportato in una grottesca periferia romana, non a caso intitolato “Riccardo va all’inferno”. Lo vedremo tra due mesi al Lido di Venezia? Vai a saperlo. Medusa ci punta molto, tra qualche giorno lo presenterà al direttore Alberto Barbera, e chissà che il film, protagonisti gli irriconoscibili Massimo Ranieri e Sonia Bergamasco, non finisca in qualche sezione di pregio (“Indivisibili” di Edoardo De Angelis dovette accontentarsi, tra qualche polemica e mugugno, delle “Giornate degli autori”).
Certo non tira una buona aria per il cinema italiano, soprattutto in sala. Film commerciali pensati per il grande pubblico sono andati malissimo, nel caso di Medusa il pensiero corre a “Omicidio all’italiano” di Maccio Capatonda, a “Quel bravo ragazzo” di Enrico Lando, a “Fuga da Reuma Park” di Aldo, Giovanni e Giacomo; ma è anche vero, di contro, che “L’ora legale” di Ficarra e Picone, sempre della ditta, coi suoi 10 milioni e 290 mila euro, è il campione italiano della stagione appena conclusasi. Insomma, luci e ombre. Con una quota di mercato scesa al 7.3 per cento, ma solo con 7 titoli rispetto ai 19 distribuiti da Raicinema, Medusa è sesta nella classifica dei distributori, in attesa dell’impennata prevista per fine anno. Quando, precisamente il 28 dicembre, uscirà nelle sale post-natalizie l’attesissimo “The Place” di Paolo Genovese, il cui strillo pubblicitario recita: “Cosa saresti disposto a fare per ottenere ciò che vuoi?”. Cast corale, un po’ alla maniera del precedente “Perfetti sconosciuti”, con Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Rocco Papaleo, Alba Rorwacher, Sabrina Ferilli, Vinicio Marchioni eccetera, per spunto una serie tv americana rielaborata per l’occasione dal golden boy romano. Primo ciak tra pochi giorni, appunto per poter uscire a fine dicembre; quanto all’annunciato e costoso film americano di Genovese, “Il primo giorno della mia vita”, se ne parlerà nel 2019.
Qualche titolo del listino? Il poliziesco “La ragazza nella nebbia” di Donato Carrisi, con Toni Servillo, Jean Reno, Alessio Boni e Greta Scacchi; il comico “Matrimonio italiano” di Alessandro Genovesi con Diego Abatantuono e Salvatore Esposito; il drammatico/musicale “Made in Italy” di Luciano Ligabue con Stefano Accorsi e Kasia Smutniak; il disimpegnato “Caccia al tesoro” dei fratelli Vanzina, con Vincenzo Salemme e Carlo Buccirosso; il misterioso, ma sempre ambientato in una degradata Campania, “Il vizio della speranza” di Edoardo De Angelis; il remake italiano di “No Kids”, diretto da Guido Chiesa, con Fabio De Luigi e Diego Abatantuono.
E Natale? Essendosi ritirato dalla competizione Aurelio De Laurentiis, l’ex re dei cinepanettoni, Medusa propone un’assoluta novità: “Natale da chef” di Neri Parenti, con Massimo Boldi. Se la dovrà vedere con il seguito di “Poveri ma ricchi” di Fausto Brizzi, con Christian De Sica. A quanto pare la coppia resta scoppiata.
“Il cinema italiano al primo posto” recita, un po’ alla Trump di “America First”, lo slogan di Medusa. Infatti spiega Letta: “Crediamo nel cinema italiano, fortemente. Certo, si registrano battute d’arresto. Ma non è colpa delle tv, di Netflix o di Amazon se gli incassi sono calati”. Quindi? “La nostra linea editoriale è confermata. Tanta commedia, con un po’ d’attenzione al cinema d’autore giovane. Lo so, il pubblico si è disamorato perché percepisce il cinema italiano come una sorta di commedia indistinta, fatta di storie e cast che si ripetono. Sapremo reagire”.
Giusto, ma non si direbbe che il listino di Medusa incarni una rivoluzione in materia. Sarà anche vero che i produttori indipendenti, impegnati ad accaparrarsi i favori ora di Raicinema, ora di Medusa, ora della neonata Vision Sky, vanno sul sicuro, e tuttavia neanche un fuoriclasse come lo stra-impegnato sceneggiatore Nicola Guaglianone può rappresentare una via di fuga verso il successo.
Letta parla giustamente di lotta alla pirateria, di window da ridurre, di biglietti agevolati a 3 euro per gli under 25, di decreti attuativi legati alla nuova Legge del ministro Franceschini. Ma alla fine contano i film che si fanno. L’anno scorso, su 243 titoli italiani usciti nelle sale, solo 26 hanno superato 1 milione di euro al box-office. Un disastro. Per questo tutti invocano: “San Zalone pensaci tu”.

Michele Anselmi

Lascia un commento