ADDIO A GEORGE A. ROMERO, REGISTA AMERICANO (1940-2017)

L’angolo di Michele Anselmi | Scritto per Cinemonitor

«Per la verità con “La notte dei morti viventi” volevamo fare niente più che un filmetto commerciale, esagerare con la violenza, ma una critica alla crisi sociale degli anni Sessanta? No, quello fu un caso. E invece, un paio d’ anni dopo la sua uscita un articolo sulla rivista francese “Cahiers du Cinéma” lo definì un film fondamentale in quanto esempio di cinema radicale, una reazione all’intervento militare Usa in Vietnam. Mi scoprii un autore socialmente impegnato e ci ho provato gusto. Hanno visto “Zombi” come una critica al consumismo, “Il giorno degli zombi”come uno studio del conflitto tra scienza e tecnologia bellica, “La terra dei morti viventi” come una disamina dei conflitti di classe. A me non è che me ne fregasse molto, ma già che c’ero, tramite gli zombie mi divertivo a dire qualcosa su quello che stava succedendo in quel momento nella nostra società. Se avessi fatto dei film seri e importanti non avrei potuto dire tutte queste cose». Da un’intervista a Romero. Meno male: ecco uno che non si prendeva troppo sul serio. (Michele Anselmi)

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