ADDIO A MARTIN LANDAU, ATTORE AMERICANO (1928-2017)

L’angolo di Michele Anselmi | Scritto per Cinemonitor

Se ne va, nello stesso giorno di George A. Romero, un’altra vecchia gloria di Hollywood. Martin Landau. Ricevette l’Oscar solo in tarda età, nel 1995, per aver interpretato un anziano Béla Lugosi in “Ed Wood” di Tim Burton, accanto a Johnny Depp. Di recente, molto provato nel fisico e col solito parrucchino in testa, s’era fatto apprezzare in “Remember” di Atom Egoyan. La sua carriera, cominciata nel 1955, è fatta di alti e bassi, di successi televisivi come “Missione impossibile e “Spazio 1999”, accanto a Barbara Bain, che sarebbe diventata sua moglie, e comparsate in decine di pellicole, anche importanti, come “Intrigo internazionale” e “Cleopatra”. Aveva una faccia da cattivo, da ambiguo, e tuttavia sapeva muoversi con sensibilità nei contesti più diversi. Il rilancio cominciò con “Tucker – Un uomo e il suo sogno” di Francis Ford Coppola, del 1988, film per il quale conquistò un Golden Globe e una nomination all’Oscar. L’anno successivo, il 1989, forse il suo film più intenso e bello, anche per le implicazione morali della vicenda connessa a un omicidio rimasto impunito: “Crimini e misfatti” di e con Woody Allen. Il dialogo-confessione nell’epilogo è davvero una pagina straordinaria di cinema. Dice l’assassino Landau: “Lei vede troppi film e io sto parlando della realtà. Se lei vuole un lieto fine, vada a vedere un film di Hollywood”. (Michele Anselmi)

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