SCOOP DI “LA STAMPA”: SORRENTINO INCONTRA VERONICA LARIO SI GIRA “LORO”. MA SE BERLUSCONI NON FOSSE DA ARCHIVIARE?

Paolo Sorrentino, a pochi giorni dal primo ciak sul misterioso film attorno a Berlusconi intitolato “Loro”, incontra Veronica Lario. Così informa Fulvia Caprara su “La Stampa”: «Un colpo al cuore, forse un rinnovo di sofferenza, oppure solo una gran soddisfazione. Per Veronica Lario, ex-moglie di Silvio Berlusconi, ritrovarsi sul grande schermo in “Loro”, l’affresco che Paolo Sorrentino ha deciso di dedicare alle vicende del leader di Forza Italia (interpretato da Toni Servillo) sarà avventura non priva di emozioni. Per ora l’unica cosa certa è che il regista ha manifestato la volontà di incontrarla e che lei non si è sottratta. Ex-attrice, da sempre interessata alla settima arte, Lario ha giudicato opportuna la richiesta di un autore che non cercava dichiarazioni in esclusiva o rivelazioni clamorose, ma solo la conoscenza diretta di un personaggio che, nel film, avrà un peso importante. Così il faccia a faccia c’è stato, e ha dato i suoi frutti. Scambi d’idee, forse racconti, soprattutto il giudizio positivo sul nome di Elena Sofia Ricci, l’attrice che dovrebbe interpretare Veronica Lario sul grande schermo. Il contratto non è ancora siglato e, nel mondo dello spettacolo, si sa, vige la regola del silenzio (anche solo scaramantico) ma Veronica Lario non nasconde la sua approvazione».
Sarà difficile, invece, che Sorrentino riesca a parlare con il diretto interessato, cioè Berlusconi, in netto recupero rispetto alla supposta tesi del film e per nulla in fase calante, anzi sin troppo preso dalla resurrezione politica di questi mesi. All’epoca del “Caimano” molto se la prese, ma il tempo aggiusta molte cose, e poi Sorrentino non è Nanni Moretti. A Medusa sono comunque contenti che Sorrentino e i suoi produttori non abbiano nemmeno provato a proporre il film, per ovvie ragioni (sarà l’americana Universal a distribuirlo in Italia). All’epoca del “Divo” il regista napoletano riuscì invece a incontrare Andreotti. «Ci siamo visti due volte, nel suo famoso studio, prima che io cominciassi a scrivere il copione. Ricordo bene il suo atteggiamento: quasi di scherno, continuava a dirmi che era un errore fare il film, che la sua vita “noiosa” non era degna di nota. Mi invitava teneramente a desistere. Fu proprio la sua ironica imperturbabilità, rispetto a un mondo di schegge impazzite, a farmi resistere» raccontò Sorrentino al sottoscritto per “il Secolo XIX”. Ricorderete: dopo aver visto il film finito, Andreotti lo definì a caldo «una mascalzonata». Ma qualche mese dopo ritrattò e alleggerì il giudizio.

Michele Anselmi

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