LE GIORNATE DEGLI AUTORI (N. 14) NON SONO PIÙ VENICE DAYS. TRE ITALIANI IN CONCORSO. GOSETTI: “VOGLIAMO SORPRENDERVI”

L’angolo di Michele Anselmi | Scritto per Cinemonitor

Un plauso a Giorgio Gosetti, che pilota con mano sicura e sguardo gentile, per aver eliminato dal manifesto della 14esima edizione la dizione “Venice Days”, in inglese. Da quest’anno si chiamano “Giornate degli autori” e basta. Un altro piccolo sforzo e magari si può far diventare Gosetti solo direttore e non “delegato generale”, come recita la gerenza chiaramente ispirata al modello francese del Festival di Cannes (là i direttori si chiamano “délégué général”).
Sezione parallela della kermesse veneziana, un po’ come la Settimana della critica, le “Giornate degli autori” sono strettamente legate alla Mostra principale, anche sul piano delle strutture e delle proiezioni. Insomma è tutto un minuetto di reciproci ringraziamenti tra Gosetti e Alberto Barbera, anche se, naturalmente, qualche film sarà pure stato conteso in questi mesi, a vantaggio del più forte, cioè la Mostra. E tuttavia le “Giornate” hanno saputo definire via via un profilo artistico e culturale, anche organizzativo, forti di un rapporto istituzionale con il Parlamento europeo, non a caso l’ex deputato Roberto Barzanti continua a svolgere, con una certa naturale facondia, il ruolo di presidente. Martedì mattina, alla Casa del cinema, è comparso in carne e ossa anche Antonio Tajani, presidente appunto del Parlamento europeo, mentre la tifosa Silvia Costa, ex presidente della commissione Cultura, si è materializzata in forma di video da Strasburgo.
Scrive Gosetti presentando il menù della 14esima edizione, in programma dal 30 agosto al 9 settembre: “Non abbiamo l’ambizione di offrire solo capolavori nella nostra selezioni ufficiale e tra i nostri eventi speciali; vorremmo invece che il pubblico potesse dire ogni volta: valeva la pena di viaggiare sulle ali di questa storia, sono felice di aver incontrato un autore”. Come si fa a non essere d’accordo? La selezione non è stata facile, così almeno raccontato gli interessati, avendo dovuto visionare circa 1.300 titoli per estrarre i 12 film del concorso, i 5 eventi speciali e le 3 “proiezioni speciali”.
La ripartizione geografica, almeno sulla carta, è varia, ci sono cineasti cinesi, marocchini, iraniani, tailandesi, colombiani, naturalmente inglesi e americani, anche se l’Italia naturalmente avrà un trattamento di favore, con tre film nella sezione principale: “Il contagio” di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, “Dove cadono le ombre” di Valentina Pedicini, “L’equilibrio” di Vincenzo Marra. Altri autori tricolori variamente della partita? Alessandro D’Alatri, Giovanni Donfrancesco, Claudio Santamaria, Wilma Labate, Anne-Riita Ciccone ed Ermanno Olmi (con il recuperato “Il tentato suicidio nell’adolescenza” del 1968).
Parlando dell’immagine stampata sul manifesto, Gosetti spiega: “Non è un super-eroe quello che si allunga sullo sgabello, ma chissà che non riesca a volare”. Vallo a sapere, però l’idea non dovrebbe dispiacere alle due associazioni che promuovono storicamente le “Giornate”, cioè Anac e 100autori.

Michele Anselmi

Lascia un commento