Il cinema è giovane? Dipende. Il sondaggio dell’Istituto Toniolo

È uscita da poco una interessante indagine sul cinema e i giovani a cura dell’Istituto Toniolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che in genere non si occupa di tali tematiche, ma che in questa occasione ha presentato (durante il festival di Venezia in un evento organizzato dall’Ente Fondazione dello Spettacolo) dati quanto mai utili che vale la pena riassumere. Intanto una prima considerazione: non è vero che il cinema piace poco ai giovani. Piace invece sempre di più. Semmai i ragazzi italiani disertano le sale a causa del costo del biglietto, ritenuto troppo elevato. Se una coppia di ragazzi deve spendere 15 euro (e a volte anche più) per vedere un blockbuster, preferisce andare in pizzeria. La seconda verità è che, sia a causa dei costi delle proiezioni sia per la scomodità di raggiungere le sale, la maggior parte dei giovani preferisce vedere i film a casa, via streaming o “grazie” alla pirateria, sempre più diffusa a dispetto dei tentativi di repressione.  Quanto alla scelta dei generi, la commedia è quello preferito, sia dai maschi che dalle femmine.

I millennials – per il 91% degli intervistati, così rileva il sondaggio – ammettono di preferire il piccolo al grande schermo per i motivi di cui sopra ed è solito guardare almeno un film a settimana. Le persone comprese tra i 20 e i 34 anni (in Italia sono considerati ancora giovani, mentre in America sono ritenuti quasi “vecchi”, se è vero che i manager delle maggiori corporation hanno in media 35 anni) amano il cinema, ma guardano i film a casa. Di questi, solo uno su cinque è solito frequentare una sala cinematografica, in media due volte al mese. L’indagine è stata condotta a fine luglio su un campione nazionale di 2.045 intervistati. Di loro il 92% manifesta il desiderio di andare più spesso al cinema, il che non avviene come si vorrebbe a causa dei costi (46,4%), della mancanza di agevolazioni (16,6%), del poco tempo a disposizione (11,1%) e infine per la distanza delle sale (10,5%).

L’inchiesta non tiene conto che ci sono numerose città, soprattutto in provincia, dove ormai non esiste neppure più una sala. Non tutti pensano che il fascino della sala sia secondario rispetto ad altre modalità di fruizione (televisore, tablet, computer, per non dire cellulare). Infatti la maggioranza (53%) preferirebbe vedere i film sul grande schermo, mentre il 47% ritiene che le sale siano destinate al declino a causa dell’online, dello streaming e di altri dispositivi tecnologici futuribili. Alessandro Rosina, docente di Statistica sociale e responsabile dell’indagine, fa notare come, “davanti alla televisione, a un pc o a un tablet capita spesso di essere da soli”. Mentre “la visione del film in sala è un evento collettivo con valore di relazione” e condivisione. La sua opinione è che “l’invenzione dei fratelli Lumière, dopo aver costruito l’immaginario collettivo di tante generazioni, continua a esercitare fascino su quelle di oggi”. Abbiamo detto in premessa che il genere di film preferito dai giovani è la commedia (preferita dal 21,5% degli intervistati). Al secondo posto troviamo il thriller (17,5%) e qui maschi e femmine si dividono con il 20,5% dei maschi contro il 14,4% delle femmine. Al terzo posto si inserisce il fantasy (14,5%), con valori abbastanza uguali fra maschi (15,3%) e femmine (13,6%). Un dato questo che mi stupisce perché normalmente negli altri paesi è il pubblico femminile a preferire il fantasy.  Infine un dato destinato certamente a crescere: l’amore per le serie tv, per lo più americane. Il 36% degli intervistati le segue direttamente sul televisore,  il 23,6 sui propri pc, tablet o smartphone.

Roberto Faenza

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