“ALIBI.COM”? SEMBRA UN CINE-PANETTONE DI NERI PARENTI INFATTI MEDUSA AVVISA: SONO NOSTRI I DIRITTI PER IL REMAKE

L’angolo di Michele Anselmi per Cinemonitor

Curioso. Dappertutto, a proposito della commedia francese “Alibi.com”, gran successo in patria, appare questa scritta: “Medusa ha acquistato i diritti cinematografici per il remake italiano del film”. La società pilotata da Giampaolo Letta sembra mettere le mani avanti con largo anticipo, forse temendo qualche scherzetto da parte dei concorrenti. Non sempre però i film vanno rifatti. Nel caso di “Benvenuti al Sud”, remake di “Giù al Nord”, l’operazione funzionò bene sul piano commerciale. Con “Quasi amici”, che incassò da noi la bellezza di circa 15 milioni di euro, la stessa Medusa preferì soprassedere, benché anche in quel caso fosse previsto un rifacimento in salsa tricolore.
“Alibi.com”, nelle sale italiane da giovedì 28 settembre, è una specie di vaudeville transalpino contaminato da un humour più folleggiante e demenziale, politicamente scorretto, diciamo tra “Tutti pazzi per Mary” e “Scemo + Scemo”. Si dicono parolacce, si parla molto di sesso e di gay, ci sono riferimenti sconvenienti, ma non ci sono nudi; e lo sfottò, almeno nelle intenzioni, non guarda in faccia a nessuno: animali, immigrati clandestini, zingari del circo, addirittura l’ex presidente Holland, facile alle “scappatelle”.
Fa ridere? Dipende dai gusti e dalle attese. All’inizio sì. La storiella gira attorno alle gesta di una bizzarra società, in Francia esistono davvero, che si chiama Alibi.com. Abili nel fornire alibi di ferro, Greg e i suoi due soci inventano balle travolgenti a favore di clienti tartassati dai coniugi o dai figli, in cerca di un week-end piccante o di una vacanza in libertà. Si fanno ben pagare, ma non sbagliano un colpo. Finché il fattore umano non manda in crisi l’oliato cinismo del boss, appunto il Greg in questione, interpretato da Philippe Lacheau, pure regista, una specie di Owen Wilson con barba. La sexy e peperina Flo, una che non sopporta le menzogne anche perché amministra la giustizia, è un colpo di fulmine per il giovanotto, il quale però ha appena fornito un complicato alibi al padre riccone di lei, il facoltoso Gérard, stanco della moglie Marlène e scappato a Cannes per un fine settimana con una “bombastica” soubrette.
Insomma, avrete capito: tutti, per una serie di coincidenze, si ritrovano nella cittadina del festival, e sarà difficile districarsi nel tourbillon di equivoci, figuracce, bugie e scherzi del destino.
In effetti “Alibi.com” si presta a remake ambientabili dappertutto, o quasi. La comicità è di bocca buona, il doppiaggio non aiuta, i riferimenti musicali francesi rischiano di dire poco a noi italiani, ma il meccanismo è di quelli, appunto, universali, anche se la storiella presto deperisce e quindi rilancia a ogni scena con qualche trovatina buffa o a effetto. Vedendolo sembra di assistere, pari pari, a un vecchio cine-panettone di Neri Parenti, con qualcosa di Ben Stiller e appunto Owen Wilson. Nel cast spuntano a sorpresa Nathalie Baye e Didier Bourdon, i coniugi agé della situazione, di sicuro i più bravi in scena.

Michele Anselmi

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