Così parlò De Crescenzo, in sala un film sul versatile pensatore-umorista

Luciano De Crescenzo da uomo del mondo dello spettacolo a scrittore e filosofo: questo emerge dal ritratto a tutto tondo Così parlo De Crescenzo. Più che per le carrellate, doverose, sulle varie tappe della sua carriera nella televisione e nel cinema – percorso affiancato da sempre dal collega Renzo Arbore, qui fonte inestimabile di ricordi e testimonianze -, il docu-film risulta molto interessante anche nel suo attento soffermarsi sull’uomo che è ed è stato lontano dai riflettori.

Vediamo il pensatore-umorista, poco riconosciuto dal mondo intellettuale, ma apprezzatissimo dal pubblico, esprimersi in molti pensieri e battute. “Primo divulgatore della filosofia”, stimato persino da Montanelli come documenta un filmato di repertorio, il napoletano De Crescenzo si svela nei suoi lati anche più malinconici: gli scorci che si aprono sulla sua vita attuale sembrano volerci catapultare, senza troppe edulcorazioni, nel lato più oscuro dell’esistenza di tutti, non solo la sua, quello della vecchiaia e delle malattie che porta con sé.

Ma De Crescenzo non smarrisce certo la sua anima umoristica e di Don Giovanni (“Se avessi vent’anni di meno, saresti perduta!”), anche se sofferente di una malattia neurologica rara che gli impedisce di focalizzare e riconoscere i volti delle persone conosciute. Al contrario, la sua memoria e intelligenza sono sconfinate e vive, pensiamo ai commoventi ricordi sulla Seconda guerra mondiale condivisi con Carlo, meglio conosciuto come Bud Spencer. Umorismo e semplicità affabile hanno attraversato tutta la sua vita, nelle sue mille luci e anche ombre. Così parlo De Crescenzo ritrae perfettamente tutto ciò, con stile asciutto e quasi mai gratuitamente agiografico.

Furio Spinosi

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