BRIZZI LEAKS. TUTTI A PONTIFICARE: CHI SA, DOVEVA DENUNCIARE. COME SE FOSSE FACILE, SPECIE SE NON CI SONO PROFILI PENALI

L’angolo di Michele Anselmi

Federica Lucaferri, attrice di 21 anni, tra le protagoniste di “Poveri ma ricchi” e del seguito “Poveri ma ricchissimi”, dice, intervistata sul “Corriere della Sera” da Giovanna Cavalli a proposito delle accuse di molestie sessuali cadute sul capo di Fausto Brizzi: “Non ci credo, però nemmeno posso metterci le mani sul fuoco. Non è mica mia fratello”. Mi pare una risposta saggia e responsabile. Ma è anche vero che la signorina s’è sempre presentata al regista, pure nell’ormai celebre loft nel quartiere San Lorenzo, in compagnia del fidanzato.
Un po’ meno condivisibili, almeno per quanto mi riguarda, sono alcune delle cose ascoltate in questi giorni, pure ieri sera a “Porta a porta”, nella seconda metà della trasmissione, dopo mezzanotte (prima si parlava di calcio). Vespa ha ricordato, per sdrammatizzare la vicenda, quel compassato e casto direttore di tg assaltato dentro l’ascensore di via Teulada da un’estimatrice molto focosa; Claudio Cerasa, direttore del “Foglio”, ha parlato di una “Tangentopoli del sesso” e ha invitato a distinguere, giocando sulla rima, tra “un porco” e “un orco”; Nancy Brilly ha impartito lezioni a tutte le giovani colleghe, erigendosi a maestra di vita in materia di avance e dintorni; Enrico Lucherini ha spiegato com’era infantile e malvestito Brizzi durante le riprese di “Notte prima degli esami” una vita fa, eccetera.
Stamattina, su Radio24, Luce Telese, ormai un’autorità sul tema, ha urlato: “Un’opera è di chi la fa, altrimenti non distribuitela!”, con riferimento alla legittima decisione di Warner Bros Italia, la quale ha investito molti soldi sul film natalizio, di non coinvolgere Brizzi nella promozione di “Poveri ma ricchissimi” e di cancellare ogni impegno futuro col regista.
Naturalmente, tutti giù a dire che le ragazze aspiranti attrici ospitate nel famoso loft-studio sarebbero dovute andare “subito” dal magistrato, dalla Polizia o dai carabinieri “a denunciare”. Denunciare che cosa? Molti dei comportamenti attribuiti a Brizzi non hanno profilo penale, restano solo gesti scostumati, inqualificabili, anche ridicoli a leggere le cronache, e tuttavia fotografano una certa idea proterva del potere applicata al sesso. Sapere come sono andate le cose non credo possa far male al cinema italiano, anche se nell’ambiente parecchi tremano in queste ore. Poi, s’intende, il regista di “Pazze di me” e ”Com’è bello far l’amore”, proprio oggi 15 novembre compie 49 anni, ha tutti i diritti di difendersi, controbattere, spiegare e querelare.

Michele Anselmi

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