SALVATORES CI RIPROVA TRE ANNI DOPO COL “RAGAZZO INVISIBILE”. BISOGNA MOLTO CREDERCI PER NON ANNOIARSI, NON HO L’ETÀ

L’angolo di Michele Anselmi

“Inutile dire che, sul modello hollywoodiano, il finale è lasciato aperto, guai ad alzarsi subito dalla sedia. Se il botteghino sorriderà si farà di sicuro un seguito, con la stessa squadra di autori e interpreti”. Così scrivevo il 17 dicembre del 2014, sul “Secolo XIX”, a proposito del film “Il ragazzo invisibile” che sarebbe uscito il giorno dopo in 400 copie. Il botteghino ha sorriso fino a un certo punto, ma comunque 4 milioni e mezzo di euro non sono da buttare via. Però ci sono voluti all’incirca tre anni per varare il seguito, che esce oggi 4 gennaio 2018 targato 01-Raicinema e Indigo Film: a occhio fuori tempo massimo.
Ricorderete il timido Michele Silenzi angariato dai bulletti a scuola, al punto da desiderare poteri speciali per farsi rispettare. Ormai, siamo sempre a Trieste anche se non si dice, è diventato un biondo giovanotto, magro, alto e vagamente efebico, inguainato nella tuta con il celebre logo sul petto, che sa scomparire quando c’è da raddrizzare qualche torto. Appunto un super eroe, sia pure tormentato e alquanto sofferente dopo la morte, mai davvero chiarita, dell’affettuosa mamma poliziotta, che però non era quella vera. La novità del nuovo capitolo, intitolato “Il ragazzo invisibile – Seconda generazione”, consiste nell’apparizione di una sorella piuttosto peperina, Natasha, che detesta essere toccata, fuma e si atteggia a tosta, naturalmente dotata di super poteri: basta che si concentri e si trasforma in un lanciafiamme.
Siccome, come sentiamo dire, “tutti dobbiamo fare i conti con il nostro lato oscuro”, ecco che le cose si complicano assai. Soprattutto quando gli “speciali”, cioè le creature dotate di facoltà straordinarie un tempo racchiuse in un carcere speciale nella vecchia Unione Sovietica perché affinassero le capacità distruttive, decidono di ribellarsi con un’azione eclatante al mondo dei “normali”, cioè noi. Il loro antico torturatore e guardiano, diventato un oligarca russo alla Putin, sta per inaugurare sempre a Trieste, anche se non si può dire, un gasdotto che allude alla Tap (messaggio politico). Riuscirà la rabbiosa Yelena, cioè la vera madre di Michele e Natasha, a portare a termine il piano esplosivo destinato a uccidere centinaia di inermi?
Scrive Gabriele Salvatores nelle note di regia: “Ci piaceva l’idea di seguire la crescita e il passaggio all’età adulta di un supereroe problematico e tenero come Michele”. Così “il ragazzo invisibile”, che però stavolta è un po’ meno invisibile benché sempre invaghito della compagna di classe, diventa una sorta di cerniera tra le due tribù che si fronteggiano, e naturalmente saprà schierarsi dalla parte giusta, negando qualcosa della propria natura “speciale”.
Se nel primo episodio il riferimento estetico-psicologico era “Kick-Ass”, qui Salvatores e i suoi sceneggiatori Ludovica Rampoldi, Alessandro Fabbri e Stefano Sardo si divertono a moltiplicare i riferimenti al cinema hollywoodiano in stile “X-Men”, sia pure con intenti di buffa parodia sul versante degli effetti speciali. Le speciali creature agli ordini di Yelena si chiamano Roccia, Cinetica, Morfeo, Libellula, Elastica, ciascuna delle quali custodisce un super potere contro il quale non sarà facile, per Michele e Natasha, farsi valere.
Il film, girato in ampie parti a Malta, è pieno d’azione, botti e capriole, ammonitorio, a tratti fosco e lugubre, nella speranza, pare di capire, di piacere anche al pubblico più grandicello. Però bisogna molto crederci per sottrarsi al tedio speciale, nonostante il gran spolvero di musica pop-rock d’antan, da “Wouldn’t Be Nice” dei Beach Boys a “Behind Blues Eyes” dei Who, e qualche battuta spiritosa, del tipo: “Non esistono donne brutte, esiste poca vodka”.
Se Ludovico Girardello e Galatea Bellugi sentono aria di famiglia nei ruoli di Michele e Natasha, tornano dal primo episodio la dolce mamma adottiva Valeria Golino e la furente mamma naturale Ksenia Rappoport, oltre che il carismatico padre Ivan Franek. Tutti sembrano un po’ sfasati, pure annoiati, ma del resto si sa: “I super eroi non possono mai dire chi sono”.
PS. Naturalmente “il racconto crossmediale” prevede anche l’uscita, sempre oggi 4 gennaio, di una graphic novel edita da Panini Comics e del romanzo edito da Salani.

Michele Anselmi

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