Extra Doc Fest. Al MAXXI di Roma in scena il meglio del documentario

Si è svolta ieri la cerimonia di premiazione della prima edizione di Extra Doc Fest, spina dorsale del programma di Cinema al MAXXI, prodotto da Fondazione Cinema per Roma/CityFest, Fondazione MAXXI e Alice nella Città. Lo sperimentale festival di documentari, ideato e curato da Mario Sesti con il coordinamento di Alessandra Fontemaggi, ha mostrato al pubblico sei prodotti editi ed altrettanti inediti, nell’ambito di un mese e mezzo di proiezioni che hanno coinvolto una Giuria di esperti (presieduta da Hou Hanru, direttore artistico del MAXXI, e composta da Susanna Nicchiarelli, Flavia Perina, Christian Raimo, Elena Radonicich e Lidia Rivera) affiancata da una vasta Platea Competente di giovani critici cinematografici e rappresentanti delle Biblioteche di Roma.

Le giurie hanno assegnato il Premio Extra Doc CityFest (che prevede la somma di 10.000 euro all’autore) al miglior documentario inedito ed il Premio Extra Miglior Documentario Italiano (che sarà programmato in alcune sale del circuito Cityplex della Filmauro) al miglior documentario edito. Tutti i documentari premiati, poi, saranno mostrati nell’ambito del circuito bibliotecario di Roma. L’obiettivo di Fondazione Cinema per Roma e di Fondazione MAXXI è stato quello di «aprire per il documentario un cantiere specifico di visibilità, conoscenza e diffusione» per una forza fondamentale del cinema che, mai come oggi, sta intercettando un assai elevato numero di sguardi e di attenzione mediatica (dimostrata, tra l’altro, dalla numerosa presenza ai grandi festival: autori come Carpignano, Di Costanzo, Minervini, Rosi e Quatriglio ne sono la prova). Film di finzione e registrazione della realtà contaminano vicendevolmente i propri linguaggi, dando vita ad interessanti ibridi che schiudono ricche traiettorie di senso.

A raccogliere il consenso della Giuria Ufficiale e a trionfare tra i Documentari Inediti è stato Io sono Tommaso di Amedeo Fago, «ritratto al tempo stesso glaciale e disperatamente empatico di un interno borghese: una madre e un padre hanno a che fare con la storia di tossicodipendenza dolorosa e comica, consapevole e sorprendente di loro figlio Tommaso, (…) rivelando nella luce opaca di un appartamento romano asfissiato dai conflitti famigliari l’universalità di tutti i nostri affetti guasti». Nella forma più scabra e scarnificata, quella dell’home-movie, il regista ha registrato il grumo invisibile di rimpianti e disillusioni, senza drammi e senza speranze, con una schiettezza che ha ricordato il cinema di Michael Haneke.

Il Premio al Miglior Documentario Edito è andato a Diorama di Demetrio Giacomelli, già premiato al Torino Film Festival, con la seguente motivazione: «Diorama è un film per frammenti che riescono ad avvolgere lo spettatore come un vortice, chiamandolo all’interrogativo più vertiginoso: qual è la relazione tra la nostra condizione umana e la nostra appartenenza al mondo animale. Demetrio Giacomelli compie una serie di piccole peregrinazioni urbane al seguito di rospi, uccelli, cani, mostrandoci l’ambivalenza della dimensione creaturale, attraverso uno stile al tempo stesso rigoroso e lisergico».

La Menzione Speciale è andata a Due Cani di Andrea Vallero, giovane allievo del Centro Sperimentale della Sicilia e autore di un esercizio di atletismo e rinascita dello sguardo. Il documentario si misura con il punto di vista di due cani e segue il loro cammino lungo un’assolata e calda Palermo: lo spazio è rovesciato e le voci umane sono indistinguibili da suoni e rumori di un mondo ricco di minacce e avventure.

La Platea Competente di giovani critici e rappresentanti delle Biblioteche di Roma, invece, ha individuato i quattro documentari che saranno proiettati nell’ambito del sistema bibliotecario romano. Tra gli Inediti, sono stati scelti Non può essere sempre estate di Margherita Panizon e Sabrina Iannucci (esperimento pedagogico dalla straordinaria forza espressiva ambientato nella periferia di Napoli che lacera il velo dell’identità dei ragazzi coinvolti ed attesta la potenza del teatro come strumento di apertura del proprio carattere) ed il già citato Due Cani di Andrea Vallero. The War in Between di Riccardo Ferraris e Cinema Grattacielo di Marco Bertozzi sono stati i due vincitori tra gli Editi. Il primo, già selezionato alla Festa del Cinema di Roma, è ambientato in California, dove veterani e lupi protetti dallo sterminio sistematico combattono contro la paura e la depressione: il documentario si sofferma sul legame terapeutico transpecie indugiando su questo rapporto con meraviglia fiabesca. Il secondo, già menzione speciale al Biografilm Festival, è dedicato al grattacielo di Rimini, novello condominio ballardiano, reliquia del miracolo economico ispezionata come fosse un monolite atterrato dallo spazio.

Il Premio del Pubblico è andato ai documentari più visti di questa prima edizione di Extra Doc Fest: Ho rubato la marmellata di Gioia Magrini e Roberto Meddi e Il sogno di Omero di Emiliano Aiello. La Cerimonia di premiazione ha coronato un evento che ha ottenuto un ottimo successo di pubblico e che ha mostrato la necessità di sguardi intimi e personali nel panorama mediale italiano.

Matteo Marescalco

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