Il sole a mezzanotte, la dolcezza di un amore nato nel buio

Katie è una giovane donna di 17 anni, divertente e piena di vita, sembrerebbe una ragazza come tante altre, ma la sua è un’esistenza fuori dal comune. Fin da piccola è costretta a vivere all’interno delle mura di casa sua, costretta da una malattia potenzialmente letale che non le permette di esporsi alla luce del sole. Scopre il mondo guardandolo attraverso le finestre: solo la sera le è permesso di essere una ragazza “normale” quando, nel buio, si reca alla stazione ferroviaria per suonare la chitarra.
Sarà proprio durante una delle sue performance che incontrerà Charlie, suo coetaneo di cui è segretamente innamorata da sempre. Lui rimane conquistato dalla sua musica, mentre lei vorrebbe solo scappare per l’imbarazzo. Grazie alla complicità di un’amica, i due si incontreranno di nuovo, ma Katie vuole tenere Charlie all’oscuro del suo segreto per sentirsi, almeno una volta nella vita, uguale agl’altri. Questo fin quando la verità non verrà prepotentemente fuori e nel modo peggiore.
Sull’onda di Colpa delle Stelle, Io prima di te e Noi siamo tutto, arriva sul grande schermo una nuova storia d’amore teen che dimostra la potenza, la genuinità e la tenerezza dell’amore in età adolescenziale. Diretto da Scoot Speer, Il sole a mezzanotte veste i panni di commedia leggera, salvo poi tramutarsi in un racconto triste e strappalacrime. La musica è uno degli aspetti più importanti del film – afferma il regista – i cui personaggi sono stati costruiti al ritmo delle canzoni scritte appositamente sulla sceneggiatura.
La storia trasuda amore, non solo quello tra Katie e Charlie, ma anche quello tra Katie e Morgan, migliori amiche fin da piccole, e tra Katie e il padre, un amore immenso, protettivo e totalizzante; di lui che, di certo, non vuole perdere la figlia così come è già stato con la moglie e di lei che, consapevole del poco tempo rimasto, spinge il padre a iscriversi ad un social network perché si rifaccia una vita. Qualche incongruenza di troppo rende il film un po’ superficiale e poco verosimile, ma se è di una fiaba che stiamo parlando, l’obiettivo è raggiunto perché riesce davvero a far sognare lo spettatore attraverso gli occhi di due giovani innamorati.

Stefania Scianni

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