SORRENTINO COME BERTOLUCCI E TARANTINO. “LORO” SI SDOPPIA. NUOVO TRAILER: BERLUSCONI-SERVILLO CANTA E STREGA TUTTI

L’angolo di Michele Anselmi

Già si sapeva, ma oggi arriva la conferma. Un po’ alla maniera di “Novecento” di Bernardo Bertolucci e di “Kill Bill” di Quentin Tarantino, “Loro” (anzi “LORO” tutto in maiuscolo) uscirà in due parti, la prima martedì 24 aprile, la seconda giovedì 10 maggio. Trattasi dell’ormai famoso film di Paolo Sorrentino dedicato a Silvio Berlusconi. In alto il nuovo trailer diffuso oggi nel quale Servillo-Berlusconi canta “Malafemmena” di Totò alla maniera di Murolo, ma da milanese che imita il napoletano, stregando tutti gli astanti. Scena abbastanza scontata ma di sicuro effetto. Speriamo che non sia così tutto il film.
Ma posso già dirvi ora come andranno le cose. Berlusconi farà finta di arrabbiarsi, sotto sotto sentendosi lusingato dal film del regista che fece vincere un Oscar a Medusa; i pretoriani di Forza Italia, a partire da Brunetta e Gasparri, faranno caciara mediatica, molto sdegnandosi; “Libero”, “il Giornale”, “La Verità” e “Il Tempo” sfotteranno lo sfottitore, ma stavolta non potranno dire che ci sono soldi pubblici del Mibact; le meglio firme del giornalismo democratiche si produrranno in ampi pezzi; Scalfari vedrà il film per primo, ne scriverà su “la Repubblica” rompendo l’embargo pattuito e facendo incazzare tutti, specialmente quelli del “Corriere della Sera”. Scommettiamo?
Accanto a Toni Servillo, protagonista del film nel ruolo del Cavaliere, ci saranno Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen, Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto, Giovanni Esposito, Ugo Pagliai, Ricky Memphis, Lorenzo Gioielli, Alice Pagani, Caroline Tillette, Elena Cotta, Iaia Forte, Duccio Camerini, Yann Gael, Mattia Sbragia, Max Tortora, Milvia Marigliano, con l’amichevole partecipazione di Michela Cescon e con Roberto Herlitzka.
I due film, che prima erano uno, sono diretti da Paolo Sorrentino e scritti insieme a Umberto Contarello. Luca Bigazzi firma la fotografia, Cristiano Travaglioli il montaggio, Lele Marchitelli le musiche, Stefania Cella la scenografia, Carlo Poggioli i costumi. Producono Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori, Viola Prestieri. In Italia i film saranno distribuiti da Universal Pictures International Italy per Focus Features, mentre Pathé curerà le vendite internazionali. Probabile, se non certo, il passaggio a Cannes.

***

Naturalmente è solo un gioco per giornalisti, che estraggo da un mio post precedente per aggiungere qualche piccola e scherzosa profezia. Come saprete, l’ormai celeberrimo film di Paolo Sorrentino su Silvio Berlusconi, “Loro”, anzi “LORO” tutto in maiuscolo, uscirà nelle sale in due parti: la prima il 24 aprile, la seconda il 10 maggio (un po’ alla maniera di “Novecento”, “Kill Bill” e “la meglio gioventù”). Il gioco è questo. Visto il tema politicamente scottante, anche sfizioso alla luce dei risultati elettorali piuttosto deludenti per l’ottantunenne leader di Forza Italia, pure alle prese con nuove grane giudiziarie, ecco più o meno quanto accadrà attorno al 24 aprile.
1) Berlusconi farà finta di arrabbiarsi, griderà “all’imboscata”, sotto sotto sentendosi lusingato dal patinato, allusivo ed elegante film del regista che fece vincere un Oscar a Medusa con “La grande bellezza.
2) I pretoriani di Forza Italia, a partire da Brunetta e Gasparri più Gelmini e Carfagna, faranno subito la massima caciara mediatica, molto sdegnandosi e certo sminuendo il valore del film (diventano tutti critici in certe occasioni).
3) I quotidiani “Libero”, “il Giornale”, “La Verità” e “Il Tempo” sfotteranno lo sfottitore, cioè Sorrentino, a sua volta già sfottuto da Maurizio Crozza sul Nove con altre intenzioni, ma stavolta non potranno dire che sono stati usati soldi pubblici del Mibact per produrre “Loro”.
4) Le meglio firme del giornalismo democratico e progressista si produrranno in ampi pezzi, di scenario e pure di taglio estetico/antropologico. Vittorio Sgarbi sparerà invece a zero senza aver visto.
5) Qualcuna delle cosiddette “olgettine”, molto rappresentate dal film, rilasceranno interviste. Non parlerà, invece, l’ex consorte del Cav, Veronica Lario, incarnata mestamente sullo schermo da Elena Sofia Ricci con parrucca scura, a meno che non si faccia convincere dall’amica e giornalista Maria Latella.
6) Ci si augura che non intervenga nel dibattito la neo-presidente del Senato, Casellati, nota “pasdaran” berlusconiana; ma è possibile che intervenga, in quota “donne umiliate, fate sentire la vostra voce”, l’ex presidente della Camera, Laura Boldrini.
7) Eugenio Scalfari, data la nota vicinanza di Sorrentino al quotidiano “la Repubblica”, vedrà il film per primo, ne scriverà sicuramente sul quotidiano diretto da Mario Calabresi rompendo l’embargo pattuito per finta, facendo incazzare tutti, specialmente quelli del “Corriere della Sera” che da settimane pubblicano con grande evidenza i trailer e le fotografie del film.
8) Al mensile “Ciak”, sempre diretto da Piera Detassis, nonostante l’impegnativo incarico come presidente e direttore artistico dei David di Donatello ancora condiviso con la presidenza della fondazione Cinema per Roma, bisognerà usare qualche tatto nei confronti dell’editrice Daniela Santanché, che però oggi milita in Fratelli d’Italia, e quindi è meno sensibile di prima sul tema Berlusconi privato. Ai tempi del “Caimano”, invece, furono discrete grane: il mensile, pubblicato direttamente da Mondadori, cioè da Berlusconi, premiò il film di Nanni Moretti, visto come un drappo rosso dallo stesso Berlusconi. Per dire: un mio pezzo di pura cronaca fu tolto alle 11 di sera dal “Giornale” per ordine di Belpietro che non voleva scocciature.
9) I critici loderanno per lo più il magistrale stile di Sorrentino, regista capace di cogliere la natura magnetica dell’uomo-Berlusconi, colto nella sua apparente decadenza, senza però dimenticare gli interessi economici e politici in gioco.
10) Il film sarà un successo commerciale, e il dittico – con l’aiuto del festival di Cannes – rilancerà l’immagine internazionale del miliardario che fu considerato “Unfit” e ora chissà.

Michele Anselmi

Lascia un commento