COMPRALA CON UN CLICK: LA VERGINITÀ AI TEMPI DEL WEB. IL MONDO DI “YOUTOPIA” (DAL REGISTA DI “SHOOTING SILVIO”)

L’angolo di Michele Anselmi 

Le giravolte del destino. Berardo Carboni nel 2006 girò “Shooting Silvio”, un provocatorio, pure strampalato, film attorno a un giovanotto deciso a uccidere, non solo metaforicamente, Silvio Berlusconi, allora presidente del Consiglio. Il nuovo film di Carboni si chiama “Youtopia”, esce mercoledì 25 aprile con Koch Media, e dovrà misurarsela al botteghino proprio con “Loro 1”, nel quale Paolo Sorrentino riprende il discorso proprio da quel 2006 che regalò al Cav, dopo la fine del suo terzo governo, un’annoiata estate in Sardegna prima di una nuova stagione di fasti, potere & bunga-bunga.
Naturalmente “Youtopia” non parla di Berlusconi, bensì di una certa Italia odierna, non saprei dire quanto ancora berlusconiana. Di sicuro infelice, rattrappita, aggressiva, spinta dalla miseria a fare cose poco commendevoli o dalla ricchezza a farne di turpi. Il titolo suona come una crasi tra YouTube e Utopia, anche perché è il web a fare da collante all’ulcerata e poco allegra vicenda. Che possiamo riassumere così.
La diciottenne romana Matilde, bella e disinvolta, arrotonda mostrando le tette e toccandosi lascivamente davanti alla webcam. Lo fa senza scrupoli morali, sapendo di potersi rifugiare, per astrarsi dalla triste realtà circostante, in un luminoso e irenico mondo virtuale, chiamato Landing, nel quale intreccia duetti in inglese con una specie di Principe Azzurro. Solo che incombe lo sfratto: su Matilde, sulla madre alcolista Laura e sulla nonna svanita Anna. Che fare?
La ragazza ha un’idea: mettere all’asta, sul web, la propria verginità. Zozzoni e perversi disposti a sborsare diverse migliaia di euro non mancano in rete. Specie uno, Ernesto: farmacista sessantenne molto annoiato dalla vita di provincia, mal maritato con una moglie ricca e ipocrita, lesto a tradirla con garrule puttane, ma gasato dall’idea di spulzellare quel fiore di ragazza…
Le due vicende procedono parallele, secondo un modulo classico, vagamente schematico, in un crescendo di scenate, frustrazioni e sotterfugi; ma noi spettatori sappiamo che prima o poi i destini di Ernesto e Matilde finiranno con l’incrociarsi, con l’aiuto di una pasticca di Viagra e un costume azzurro da sexy-Biancaneve.
Avrete capito che con “Youtopia” c’è poco da ridere. Sono anime infeltrite, alle sbando, in cerca di un’illusoria fuga (nel sesso mercenario, nella tv dei santoni, nell’universo degli Avatar), quelle che Carboni ritrae, con un supplemento di sgradevole enfasi. Tinte giallastre, mobili consunti, commessi untuosi, amichetti feroci, un senso generale di depressione, tedio, irresolutezza, coi soldi a fare da unico totem: per sopravvivere stancamente o togliersi gli sfizi proibiti.
Scritto a dieci mani da Dino Giarrusso, Aliosha Massine, Marco Berardi, Marco Greganti e dallo stesso Carboni, il copione ha conosciuto forse un po’ troppi ritocchi negli ultimi otto anni, e un po’ si sente. Ma “Comprala con un click” è un buon strillo di lancio e il film si lascia vedere, anche nell’incastro dei segnali allarmanti che preludono all’incontro fatale.
Sotto il parrucchino e il pizzetto biondastro, Alessandro Haber fa di Ernesto un uomo irredimibile, più vizioso che cattivo, ingabbiato nel perbenismo esibito dalla diabolica moglie Pamela Villoresi. Donatella Finocchiaro, nei panni della mamma Laura, piange troppo, ha sempre il trucco sfatto, e come “milf” sia pure via web, diciamolo, non è così convincente. La migliore in campo è Matilde De Angelis, che si fece notare in “Veloce come il vento” e qui porta in dote il suo corpo ben tornito, lo sguardo imbronciato e una bellissima voce.

Michele Anselmi

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