“LA MÉLODIE”, PICCOLO FILM STRETTO TRA I KOLOSSAL DEL PONTE. KAD MERAD PERFETTO: MA CHE FATICA FARE MUSICA A SCUOLA

L’angolo di Michele Anselmi 

Stretto tra film-evento come “Loro 1” e “Avengers – Infinity War”, rischia di passare del tutto inosservato, nel lungo ponte vacanziero in corso, l’interessante “La mélodie” di Rachid Hami. Passato fuori concorso a Venezia 2017 in una chiave vagamente pop, di sicuro non è il classico film per cinefili, però si lascia vedere volentieri e vale il prezzo del biglietto.
Per storia e atmosfera siamo un po’ dalle parti di “Goodbye Mr. Holland”, 1995, con Richard Dreyfuss. Qualcuno lo ricorderà. Nell’odierna Parigi multietnica e periferica (la torre Eiffel appare in lontananza, piccola piccola) un concertista cinquantenne deluso, demotivato, pure padre irrisolto, accetta di insegnare il violino in una classe di dodicenni. All’inizio nessuno se lo fila, i ragazzini pensano ad altro a quell’età, i genitori sono scettici se non addirittura ostili, ma il prof. Simon tiene duro, vede nel solitario e ciccione Arnold un talento in erba, capisce che vale la pena di impegnarsi con la classe in vista del concerto di fine anno alla Filarmonica di Parigi. E partirà da lui per operare una piccola rivoluzione in classe.
Tutto già visto, ma Kad Merad, atipico attore francese di origina algerina apprezzato in film comici come “Giù al nord” o drammatici come “L’immortale”, è perfetto nell’incarnare, con quello sguardo da cane bastonato, l’insegnante capace di ritrovare, nel contatto con i ragazzi vivaci e sensibili, la voglia di divertirsi, anche di suonare. Sui titoli di coda, per contrasto, echeggia “Freedom” di Richie Havens.
Solo a Milano “La mélodie” avrà un curioso prologo musicale: stasera giovedì 26 aprile, ore 20, all’Anteo Palazzo del Cinema; domani sera, venerdì 27 aprile, ore 19.15, alla Multisala Eliseo. Le proiezioni, come si legge in un comunicato, saranno precedute da “un vivace momento musicale” a cura dei giovani musicisti del “Sistema in Lombardia”. In pratica saranno 15 giovani artisti, tra i 10 e i 14 anni, guidati dal maestro Carlo Taffuri, a introdurre le proiezioni del film con il “Concerto per archi in Re minore RV127” di Vivaldi e brani dal repertorio giovanile. Organizzano Officine Ubu, che distribuisce il film dal 25 aprile, e “Song onlus – Sistema in Lombardia”. Una buona idea, mi pare.

Michele Anselmi

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