ANCORA UN FILM FRANCESE, MA “TOGLIMI UN DUBBIO” MERITA. CHE COSA FA UNO SMINATORE SE SCOPRE DI AVERE DUE PADRI?

L’angolo di Michele Anselmi

Fateci caso, sono usciti film francesi di ogni tipo nelle ultime settimane: da festival d’autore o da pubblico pop, drammatici o divertenti, belli o bruttarelli. Be’, nessuno, o quasi, ha avuto successo nelle nostre sale, con l’eccezione parziale di “Parigi a piedi nudi”. Chissà che non possa andare meglio a “Toglimi un dubbio”, in sala da giovedì 21 giugno con Academy Two.
L’ha scritto e diretto un’attrice transalpina, Carine Tardieu, che però non recita nel film in questione. Ispirata a una storia vera, benché ampiamente rimaneggiata, la commedia è asprigna ma con un lieto fine; e bisogna riconoscere che, nel corso dei 100 minuti, ti viene proprio la voglia di sapere come i personaggi riusciranno a rimpannucciare le cose.
Il dubbio in questione è presto detto: un omone quarantenne, ex artificiere dell’esercito in zone di guerra riciclatosi sminando campi e spiagge in Bretagna, scopre che l’uomo che l’ha amorevolmente cresciuto non è il suo vero padre, in senso biologico. Il mestiere che fa Erwan non è scelto a caso dalla regista: sa gestire le situazioni più “esplosive”, con lucidità e sangue freddo, nulla sembra farlo vacillare, ma di fronte a quella inattesa rivelazione entra in crisi. Assume una specie di detective, che in realtà somiglia più a una psicoanalista, per scoprire l’identità del vero genitore biologico, si avvicina con circospezione all’uomo “sospettato”, un vecchio di sinistra che militò con Sartre e ha chiamato il suo cagnolino Pinochet, con una scusa lo invita a prendere un caffè e infine confessa quanto crede di sapere. Il settantenne Joseph cade dalle nuvole, ma poi gli sembra di ricordare una notte alcolica e un po’ pazza con la futura madre di Erwan.
Vero? Falso? Vedremo strada facendo: ci sono parecchie sorprese in canna. Ma certo il dilemma morale, nell’assenza di figure femminili materne, non è di poco conto, anche perché Erwan, vedovo con una figlia incinta di cui non si conosce il padre, si sta invaghendo di una tosta dottoressa in jeans, Anna, che scoprirà essere figlia di Joseph. Quindi, forse, una sorellastra…
“Toglimi un dubbio” dissemina di coincidenza, trovate, buffi scherzi del destino e mezze agnizioni l’incedere della vicenda, ambientata opportunamente in un paesino di provincia sul mare (siamo nel golfo del Morbihan), dove la natura è forte, tra crateri rocciosi, dune sabbiose e venti impetuosi. Ogni tanto senti che la sceneggiatura forza un po’ troppo le situazioni, alla ricerca dell’effetto-rilancio, in modo da complicare gli eventi per poi scioglierli all’insegna di un sorriso.
Però non guardi mai l’orologio, un palpito malinconico si fa strada tra le convulsioni dei personaggi, specie nel protagonista che si trova a fare i conti con i due padri: l’uno semplice e “basico”, l’altro valetudinario e colto. Tutti gli interpreti aderiscono con garbo al clima generale, in bilico appunto tra commedia e dramma: François Damien è Erwan, Cécile de France è Anna, Guy Marchand e André Wilms sono i due padri (l’ufficiale e il “biologico”), Alice De Lencquesaing la figlia col pancione che non la dice tutta. Da vedere se piacciono queste storie belle da gustare al cinema, meno belle se capitano per davvero.

Michele Anselmi

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