ELOGIO DI JONAH HILL, BRAVO SEMPRE: GRASSO O DIMAGRITO. NON PERDETELO IN “DON’T WORRY” DI GUS VAN SANT IL 29 AGOSTO

L’angolo di Michele Anselmi

Confesso di non averlo riconosciuto nella prima scena in cui appare. Capelli lunghi biondi con la riga in mezzo, barba fluente, una giacca scamosciata, aria svagata, voce soave e rallentata. Il volto mi diceva qualcosa, il fisico no. Infatti era Jonah Hill, attore e comico americano di origine ebraica, classe 1983, con venticinque chili in meno, se non di più. In “Don’t Worry” di Gus Van Sant, che esce nelle sale il 29 agosto targato Adler Entertainment, cioè nel primo giorno della Mostra di Venezia, l’ex ciccione candidato due volte all’Oscar, per “L’arte di vincere” e “The Wolf of Wall Street”, appare nel ruolo del ricco e omosessuale Donny, l’uomo che ha fondato un curioso gruppo di autocoscienza a sfondo religioso per aiutare gli alcolisti a uscire dalla dipendenza. Una prova straordinaria, per finezza, ambiguità, espressione vocale e corporea. Il vero protagonista della storia è John Callahan (1951-2010): finito sulla sedia a rotelle dopo un pauroso incidente d’auto, riuscì a vincere la depressione e accettare la sua condizione di paraplegico per diventare un vignettista apprezzato, anche se non da tutti, a causa del suo stile sulfureo e “politicamente scorretto”. Nel film Callahan è interpretato da Joaquin Phoenix, secondo una certa tradizione americana di immersione completa nel personaggio disabile.
Ma è Jonah Hill che mi ha colpito di più. Lo ricordavo caratterista buffo alla John Candy in decine di film, ne ha fatti una trentina dal 2004 a oggi, e solo con “L’arte di vincere” del 2011 riuscì a imporsi come un attore drammatico, versatile, capace di trasformare la notevole mole in una chiave di recitazione intimista. Adesso è dimagrito tanto, sembra un’altra persona, al pari di John Goodman o di Timothy Spall. Di sicuro sta meglio e si sentirà meglio. Onore a Gus Van Sant per aver pensato a lui: il film, il cui titolo originale suona per intero “Don’t Worry (He Won’t Get Far on Foot)”, è bello e toccante, andate a vederlo quando uscirà a fine agosto.

Michele Anselmi

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